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Riassunto · Quiz Concorso INPS 1695 Funzionari PECS

Riassunto - Inglese - INPS 1695 Funzionari PECS

di Redazione TiConsiglio

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Come si studia l'inglese per la preselezione INPS

Nel concorso INPS per 1.695 Funzionari PECS - Progettazione, Erogazione e Controllo dei Servizi - la lingua inglese non compare come prova autonoma: e' una delle materie della eventuale preselezione, quella prevista dall'art. 6 del bando e attivata soltanto se il numero delle domande supera la soglia indicata. La preselezione consiste in sessanta quesiti a risposta multipla distribuiti fra logica, comprensione e ragionamento verbale, inglese, competenze informatiche e cultura generale. Da qui discende la prima indicazione di metodo, e non e' banale: il punteggio della preselezione non entra nella graduatoria finale. Serve solo a passare, perche' accede alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti, piu' gli ex aequo. Sull'inglese non si costruisce un vantaggio competitivo: si evita di perdere punti che poi non si recuperano in una fase in cui basta stare sopra la soglia degli ammessi.

Questa asimmetria cambia il modo di studiare. Non ha senso puntare a una padronanza attiva della lingua, che nessun quesito misura; ha senso invece rendere automatico il riconoscimento delle poche costruzioni su cui i quesiti si concentrano. Chi scrive le batterie di quiz lavora su un repertorio sorprendentemente ristretto di punti critici, e li sceglie con un criterio preciso: predilige i casi in cui l'italiano e l'inglese ragionano in modo diverso, perche' e' li' che l'italofono sbaglia in maniera prevedibile e quindi il quesito discrimina. Studiare l'inglese per la preselezione significa dunque imparare non tanto i paradigmi verbali quanto la logica che l'inglese applica al tempo, alla certezza, all'obbligo e al punto di vista di chi parla.

Il fatto che i candidati siano tutti laureati alza il livello atteso, ma non cambia la natura della prova: alza semmai il registro dei testi proposti, che saranno piu' spesso comunicazioni istituzionali, estratti di regolamenti o note di servizio che non dialoghi quotidiani. Per questo gli esempi di questa dispensa sono calati sull'ambito previdenziale e del lavoro, che e' l'area lessicale naturale per un ente come l'INPS: pensioni, contributi, prestazioni, ammortizzatori sociali, rapporto di lavoro. Il vocabolario si impara meglio dentro la frase in cui vive che dentro un elenco, e in piu' abitua l'orecchio al tipo di testo che si trovera' davanti.

Il metodo espositivo e' sempre lo stesso: si spiega che cosa fa una forma, in quali condizioni si usa, come la si riconosce sotto pressione di tempo e - soprattutto - perche' l'alternativa proposta dal distrattore e' sbagliata. Il distrattore non e' mai casuale: e' costruito su una scorciatoia mentale plausibile, quasi sempre la traduzione letterale dall'italiano. Riconoscere la scorciatoia vale piu' che ricordare la regola, perche' permette di scartare due opzioni su quattro in pochi secondi anche quando la regola non si ricorda con precisione.

I tempi verbali: il cuore della prova

Present simple e present continuous

Il present simple (io lavoro) e' la forma base del verbo: I work, you work, he works. Descrive cio' che e' abitualmente vero: routine, mansioni, regole, fatti permanenti. La frase "The pension is paid on the first working day of each month" (la pensione viene pagata il primo giorno lavorativo di ogni mese) non descrive il pagamento di questo mese, ma la regola generale che vale sempre. Alla terza persona singolare si aggiunge la -s, e questa e' la prima trappola dei quesiti: "The claimant submit the application" e' scorretto, va "submits". Nelle frasi negative e interrogative la -s si sposta sull'ausiliare do: si dice "He doesn't qualify for the benefit" e "Does he qualify?", mai "he doesn't qualifies". Il distrattore funziona perche' chi risponde in fretta applica la -s al verbo che vede, senza accorgersi che l'ausiliare l'ha gia' assorbita.

Il present continuous (o progressive) si forma con il verbo be coniugato piu' il verbo principale in -ing: I am working. Descrive cio' che e' in corso ora, oppure una situazione temporanea e non definitiva. La differenza rispetto al present simple non riguarda la durata ma la natura del fatto: "I work in the pensions department" significa che quello e' il mio lavoro stabile; "I am working in the pensions department this quarter" significa che ci sono assegnato temporaneamente, magari in distacco. I quesiti sfruttano questa opposizione inserendo nella frase un avverbio-spia: usually, always, every day, normally, as a rule chiamano il present simple; now, at the moment, currently, this week chiamano il continuous. Un esempio svolto: "The Institute ______ the new contribution rules at the moment." Le opzioni tipiche sono implements / is implementing / implemented / has implemented. Il segnale at the moment ancora la frase al presente in svolgimento, quindi la risposta e' is implementing; implements descriverebbe una regola generale, e gli altri due sono passati.

Esiste poi un gruppo di verbi, detti stative verbs (verbi di stato), che normalmente non ammettono la forma in -ing. Il criterio per riconoscerli e' netto: sono verbi che non descrivono un'attivita' che si svolge, ma una condizione che semplicemente sussiste - conoscenza (know sapere, understand capire, believe credere), volonta' e bisogno (want, need), appartenenza e apparenza (belong appartenere, seem sembrare, own possedere). Una condizione non "e' in corso": o c'e' o non c'e', e per questo il continuous non ha senso. "I am knowing the eligibility criteria" e' scorretto: si dice "I know the eligibility criteria". Attenzione pero' ai verbi che hanno due significati, uno di stato e uno di attivita', e che ammettono l'-ing solo nel secondo: "I think the claim is admissible" (opinione: stato) contro "I am thinking about the reorganisation of the front office" (sto riflettendo: attivita' in corso); "She has two pension entitlements" (possesso: stato, niente -ing) contro "She is having a meeting with the applicant" (sta tenendo una riunione: attivita'). E' esattamente su queste coppie che il quesito costruisce il distrattore, proponendo "I am thinking the claim is admissible" come opzione apparentemente ragionevole.

Past simple e past continuous

Il past simple e' il passato dei fatti conclusi e collocati in un momento determinato. Nei verbi regolari si forma con -ed (submitted, checked, applied, worked), nei verbi irregolari con una forma propria da memorizzare (go/went, send/sent, pay/paid, take/took, become/became). Nelle domande e nelle negazioni si usa l'ausiliare did, e allora il verbo principale torna alla forma base: "Did you send the notification?" e non "did you sent"; "She didn't receive the allowance" e non "she didn't received". E' uno dei distrattori piu' frequenti in assoluto, perche' l'italiano marca il passato sul verbo principale e l'inglese lo marca solo sull'ausiliare.

Il past continuous (was/were + -ing) descrive un'azione che era in svolgimento in un certo momento del passato, tipicamente come sfondo di un'altra azione piu' breve che la interrompe: "I was reviewing the contribution record when the applicant called" (stavo esaminando l'estratto contributivo quando il richiedente ha telefonato). La regola pratica e' che l'azione lunga, quella che fa da cornice, va al continuous; l'azione puntuale, che accade dentro la cornice, va al past simple. Se invece le due azioni sono entrambe puntuali e successive, vanno entrambe al past simple: "He opened the file and checked the periods of employment".

Present perfect: la distinzione che i quesiti sfruttano di piu'

Il present perfect simple si forma con have/has piu' il participio passato (I have worked, he has sent). Il nome inganna: e' un tempo del presente, non del passato. Serve a dire che un fatto avvenuto prima di ora ha un effetto o una rilevanza adesso. Il past simple, al contrario, chiude il fatto dentro un momento passato e lo stacca dal presente. La domanda da porsi non e' "quando e' successo?" ma "conta ancora ora?".

Da qui discende la regola operativa piu' redditizia dell'intera prova: se nella frase compare un'indicazione di tempo passato e concluso, il present perfect e' vietato. Espressioni come yesterday, last week, in 2019, two years ago, when I retired impongono il past simple. Percio' "I have submitted the claim last week" e' sbagliato e va "I submitted the claim last week". Viceversa, con just, already, yet, ever, never, so far, recently, this week - cioe' con un periodo non ancora chiuso - si usa il present perfect: "We have already processed your unemployment benefit claim" (abbiamo gia' trattato la sua domanda di indennita' di disoccupazione).

Il secondo grande uso del present perfect genera l'errore-simbolo dell'italofono. In italiano diciamo "verso contributi dal 2010", usando il presente, perche' per noi conta che l'azione sia in corso. L'inglese ragiona diversamente: guarda al periodo che va dall'inizio fino a oggi, e per un periodo che comincia nel passato e arriva fino a ora usa il present perfect. Quindi "I pay contributions since 2010" e' sbagliato e va detto "I have paid contributions since 2010". Allo stesso modo: "She has worked for the same employer for twenty years" (lavora per lo stesso datore di lavoro da vent'anni). Ricordare che since introduce il punto di partenza (since 2010, since March, since she joined the scheme) e for introduce la durata (for twenty years, for two months, for a long time): confondere i due e' un altro distrattore classico, e si riconosce a colpo d'occhio perche' dopo since c'e' sempre una data o un evento, dopo for sempre una quantita' di tempo.

Un'avvertenza su since. La regola "since impone il present perfect" vale per il since temporale, quello che indica un punto di partenza nel tempo. Esiste pero' anche un since causale, sinonimo di because ("Since the contribution record was incomplete, the claim was suspended" - poiche' l'estratto contributivo era incompleto, la domanda e' stata sospesa), che non ha alcun effetto sul tempo verbale. Prima di applicare la regola conviene sempre verificare che il since della frase introduca davvero un momento e non una causa: il quesito che mescola i due usi e' fra i piu' insidiosi, perche' chi ha studiato bene la regola la applica meccanicamente e sbaglia proprio per eccesso di automatismo.

Present perfect simple contro present perfect continuous

Il present perfect continuous (have/has been + -ing) mantiene lo stesso ancoraggio al presente, ma sposta l'attenzione dal risultato all'attivita' e alla sua durata. "I have assessed three claims" (simple) mette a fuoco quanto ho prodotto: tre domande, istruite e concluse. "I have been assessing claims all morning" (continuous) mette a fuoco che ho passato la mattinata a istruire pratiche, e non dice affatto quante ne ho chiuse.

La regola pratica per i quesiti: se la frase contiene un numero o una quantita' compiuta (three claims, twenty applications, five e-mails), serve il simple, perche' si conta un risultato. Se la frase contiene un'espressione di durata pura (all day, for hours, since this morning) e il verbo esprime un'attivita' prolungabile, serve il continuous. Con i verbi che indicano stato (know, be, have nel senso di possedere) resta il simple anche in presenza della durata: "I have known the procedure for years", mai "I have been knowing".

Past perfect

Il past perfect (had + participio passato) serve a segnalare che, fra due fatti entrambi passati, uno e' avvenuto prima dell'altro. E' un tempo relativo: non ha senso da solo, esiste solo in rapporto a un altro punto del passato gia' fissato nella frase. "When the inspector arrived, the employer had already paid the outstanding contributions" (quando l'ispettore arrivo', il datore di lavoro aveva gia' versato i contributi arretrati): prima il versamento, poi l'arrivo. Se si mettessero entrambi i verbi al past simple, si suggerirebbe che i due fatti sono accaduti nell'ordine in cui vengono nominati, cioe' che il versamento e' avvenuto dopo l'arrivo - e in un testo amministrativo la differenza non e' stilistica, cambia la sostanza.

I futuri: will e be going to

L'inglese non ha un vero tempo futuro morfologico e ricorre a costruzioni diverse a seconda di quale rapporto chi parla ha con l'evento. Will + forma base esprime una decisione presa nel momento in cui si parla, una previsione, una promessa o un'offerta: "The line is busy - I will call the claimant back later" (decido adesso). Be going to + forma base esprime un'intenzione gia' formata prima di parlare, oppure una previsione fondata su prove visibili nel presente: "We are going to reorganise the front office next year" (e' gia' deciso, il piano esiste); "Look at the number of pending claims - the backlog is going to be a problem" (lo deduco da cio' che vedo).

Il present continuous si usa poi per gli appuntamenti fissati in agenda: "I am meeting the applicant at 3 p.m." e' del tutto naturale e piu' idiomatico di will meet. Infine va tenuto a mente che dopo le congiunzioni di tempo when, as soon as, before, after, until l'inglese non usa il futuro, ma il presente: "We will issue the payment as soon as we receive the medical certificate", non "as soon as we will receive". E' un calco dall'italiano ("appena riceveremo") che i quesiti puniscono volentieri, ed e' facile da riconoscere perche' basta cercare la congiunzione temporale e verificare che dopo di essa non ci sia will.

Da non confondere

Si confonde regolarmente il verbo di stato con il verbo di attività: think e have non ammettono la forma in -ing quando esprimono opinione e possesso (I think the claim is admissible, She has two pension entitlements), mentre la ammettono quando descrivono un'attività in corso (I am thinking about the reorganisation, She is having a meeting).

I verbi modali

I modali (can, could, may, might, must, should, will, would, shall) sono verbi ausiliari che non descrivono un'azione ma il modo in cui chi parla la considera: possibile, obbligatoria, consigliabile, probabile. Hanno tre caratteristiche formali costanti che i quesiti verificano quasi sempre: non prendono la -s alla terza persona ("he can", mai "he cans"), sono seguiti dal verbo alla forma base senza to ("applicants must submit", mai "must to submit"), e formano da soli negazione e domanda, senza ricorrere a do ("Can you help?", "She cannot access the file"). Tre regole meccaniche che permettono di eliminare opzioni senza nemmeno leggere il senso della frase.

Sul piano del significato conviene tenere presenti le opposizioni sfruttate nei test. Must esprime un obbligo che chi parla sente come proprio o interno all'organizzazione ("Applicants must attach a copy of their identity document"), mentre have to esprime un obbligo imposto dall'esterno, da una norma o da una circostanza ("I have to work late because the deadline for the applications is tomorrow"). La differenza diventa netta - e decisiva - nella negazione: mustn't significa divieto ("You mustn't disclose personal data of claimants" - e' vietato), mentre don't have to significa assenza di obbligo ("You don't have to attach the certificate if it is already on file" - non e' necessario, ma puoi). Tradurre entrambi con "non devi" e' l'errore tipico dell'italofono, e il quesito lo cerca costruendo una frase in cui entrambe le letture sono contestualmente plausibili: solo il significato di divieto o di esenzione, ricavato dal resto del periodo, permette di scegliere.

Can indica capacita' o permesso informale, may un permesso piu' formale o una possibilita' ("Claimants may request a review of the decision"), might una possibilita' piu' remota. Should e ought to esprimono un consiglio o cio' che sarebbe opportuno ("You should keep your payslips for the entire working life"), non un obbligo: e' il distrattore che si presenta quando la frase ha un tono normativo e si e' tentati di leggere should come "deve". Da ricordare infine i modali seguiti dal perfetto, che si riferiscono al passato e che i quesiti di livello piu' alto propongono volentieri: "She must have forgotten to report the change in her income" (deve essersene dimenticata: deduzione quasi certa su un fatto passato), "We should have checked the contribution record before issuing the decision" (avremmo dovuto controllare: rimpianto, e quindi non l'abbiamo fatto). La differenza fra must have done - deduzione - e should have done - rimprovero - e' esattamente cio' che viene testato.

Da non confondere

Si confonde mustn't, che esprime un divieto (You mustn't disclose personal data of claimants), con don't have to, che esprime assenza di obbligo (You don't have to attach the certificate if it is already on file): in italiano entrambi si tradurrebbero con non devi.

Il periodo ipotetico

Il conditional, o periodo ipotetico, e' una frase composta da una condizione introdotta da if e da una conseguenza. L'inglese distingue quattro schemi in base a quanto la condizione e' considerata realistica. La regola formale che governa tutto e' una sola e va imparata a memoria perche' da sola elimina spesso due opzioni su quattro: nella frase con if non si mette mai will (salvo usi enfatici che i concorsi non chiedono).

  • Zero conditional - if + present simple, present simple. Esprime una verita' generale o una regola automatica, valida sempre: "If you pay your contributions late, you incur interest" (se versi i contributi in ritardo, maturi interessi). Non e' una vera ipotesi: e' la descrizione del funzionamento di un meccanismo, ed e' per questo che ricorre in tutte le formulazioni normative e procedurali, che sono proprio il tipo di testo che la preselezione propone.
  • First conditional - if + present simple, will + forma base. Esprime una possibilita' concreta e futura: "If you send the missing documents today, we will assess your claim by Friday". La condizione e' realistica e chi parla crede che possa avverarsi.
  • Second conditional - if + past simple, would + forma base. Esprime un'ipotesi improbabile o del tutto irreale nel presente: "If the office had more staff, waiting times would be shorter" (se l'ufficio avesse piu' personale i tempi di attesa sarebbero piu' brevi: ma il personale non c'e'). Il past simple qui non indica passato, indica distanza dalla realta': e' il punto che confonde di piu', perche' il candidato vede una forma passata e cerca una conseguenza passata. Con il verbo be la forma tradizionale usa were per tutte le persone: "If I were you, I would ask for a written confirmation of the entitlement".
  • Third conditional - if + past perfect, would have + participio passato. Esprime un'ipotesi sul passato che non si e' realizzata, e quindi un rimpianto o un rimprovero: "If she had claimed the benefit within the time limit, she would have received the arrears" (se avesse presentato domanda entro il termine avrebbe ricevuto gli arretrati: non l'ha fatto, gli arretrati non ci sono).

Nei quesiti la scelta si gioca quasi sempre su due segnali. Se la conseguenza contiene would, la condizione e' di norma al past simple (second) o al past perfect (third), mai al presente; esistono anche combinazioni miste, i cosiddetti mixed conditionals, in cui una causa passata ha una conseguenza presente ("If she had claimed the benefit in time, she wouldn't be in difficulty now": past perfect nella condizione, would + forma base nella conseguenza), ma nei quiz standard compaiono raramente e i quattro schemi di base coprono la quasi totalita' delle domande. Se invece la conseguenza contiene will, la condizione deve essere al present simple. E in nessun caso if puo' essere seguito da will o da would: le opzioni che lo fanno si scartano senza ulteriore analisi, ed e' proprio per questo che il quesito ne inserisce quasi sempre almeno una - e' l'opzione che "suona" bene a chi traduce dall'italiano "se manderai".

Da sapere infine che unless equivale a "if not", cioe' contiene gia' la negazione al proprio interno: "Unless you provide your national insurance number, we cannot process the claim" significa "se non fornisce il numero di posizione assicurativa". Aggiungere un secondo not ("unless you don't provide") ribalta il senso ed e' l'errore che il distrattore mette in campo, contando sul fatto che l'italiano "a meno che non" contiene una negazione apparente.

Il periodo ipotetico
SchemaFrase con ifConseguenzaValore
Zero conditionalpresent simplepresent simpleverità generale o regola automatica
First conditionalpresent simplewill più forma basepossibilità concreta e futura
Second conditionalpast simplewould più forma baseipotesi improbabile o irreale nel presente
Third conditionalpast perfectwould have più participio passatoipotesi sul passato non realizzata

La forma passiva

Il passive si costruisce con il verbo be coniugato al tempo desiderato piu' il participio passato del verbo principale. Si usa quando cio' che conta e' l'azione subita e non chi la compie, e per questo e' onnipresente nella lingua amministrativa, che tende per vocazione a spersonalizzare: "The application was rejected" (la domanda e' stata respinta), "Your claim is being assessed" (la sua domanda e' in corso di istruttoria), "The payments have been suspended" (i pagamenti sono stati sospesi), "Claimants will be notified by e-mail" (i richiedenti saranno avvisati per posta elettronica). Padroneggiarlo serve due volte: per rispondere ai quesiti di trasformazione e per leggere senza incertezze i testi della comprensione, che ne sono pieni.

Il passaggio dall'attivo al passivo segue una meccanica fissa, che una volta riconosciuta si esegue quasi senza pensare: l'oggetto dell'attivo diventa soggetto del passivo, il verbo diventa be + participio allo stesso tempo del verbo attivo, e il soggetto originario, se serve nominarlo, si esprime con by. "The Institute sent the notification" diventa "The notification was sent by the Institute". Il punto in cui si sbaglia e' proprio la conservazione del tempo: se l'attivo e' al present perfect (has sent), il passivo deve essere has been sent, non was sent. Il distrattore sfrutta il fatto che, mentalmente, il passivo "suona" passato e si tende a scegliere la forma piu' semplice; il rimedio e' individuare il tempo dell'attivo prima di guardare le opzioni. Va anche ricordato che il complemento con by si omette quasi sempre quando l'agente e' ovvio, ignoto o irrilevante, ed e' anzi questa omissione la ragione principale per cui il passivo viene scelto nei testi d'ufficio: "the claim was rejected" non dice chi ha respinto perche' non interessa, interessa l'esito.

Il discorso indiretto (reported speech)

Il reported speech e' il modo di riferire le parole di qualcun altro senza citarle testualmente. Quando il verbo introduttivo e' al passato (said, told, asked) e il fatto riferito appartiene ormai al passato, l'inglese sposta indietro di un grado i tempi verbali: e' il fenomeno detto backshift. Il present simple diventa past simple, il present continuous diventa past continuous, il past simple e il present perfect diventano entrambi past perfect, will diventa would, can diventa could, must diventa had to. Il past perfect resta invariato, semplicemente perche' non esiste un grado ulteriore verso cui arretrare.

Il backshift non e' pero' un automatismo assoluto, e le eccezioni sono due. Se il verbo introduttivo e' al presente ("He says the office opens at 8.30") non c'e' alcuno spostamento, perche' non c'e' nessun ancoraggio passato che lo giustifichi. E se il fatto riferito e' ancora vero nel momento in cui lo si riferisce, il tempo originale puo' legittimamente restare ("She said the deadline is 30 September", se il termine non e' ancora scaduto). I quesiti, di regola, propongono il caso classico con said e fatto concluso, dove il backshift si applica per intero: e' su quello che conviene esercitarsi, tenendo le eccezioni come sapere di riserva per non farsi spiazzare.

Un esempio calato sull'ufficio, svolto per intero. La frase diretta e': "I am checking your contribution record and I will call you tomorrow". Riferita da un terzo diventa: "He said that he was checking my contribution record and that he would call me the following day". Si osservi che insieme ai tempi cambiano anche i marcatori di tempo e luogo e i pronomi, perche' cambia il punto di osservazione: today diventa that day, tomorrow diventa the next day o the following day, yesterday diventa the day before, now diventa then, here diventa there, this diventa that. Il distrattore piu' comune lascia il tempo verbale corretto ma dimentica di spostare tomorrow: e' un'opzione che si legge bene e va scartata proprio su quel dettaglio.

Nelle domande riferite scompare l'inversione tipica dell'interrogativa e non si usa l'ausiliare do: l'ordine delle parole torna quello della frase affermativa. "Where is the local office?" diventa "He asked where the local office was", non "where was the local office". "Did you receive the decision letter?" diventa "She asked whether/if I had received the decision letter": in assenza di una parola interrogativa la domanda riferita si introduce con if o whether. Questa perdita dell'inversione e' esattamente cio' che i quesiti mettono alla prova, perche' l'orecchio, abituato alla forma interrogativa, la conserva. Da ricordare infine la differenza fra say e tell: tell vuole subito il destinatario ("he told me that..."), say no ("he said that...", oppure "he said to me"); "he said me" e' scorretto e compare regolarmente fra le opzioni.

Definizione

backshift — È lo spostamento indietro di un grado dei tempi verbali che si applica quando il verbo introduttivo è al passato e il fatto riferito appartiene ormai al passato: il present simple diventa past simple, il present perfect e il past simple diventano past perfect, will diventa would, can diventa could, must diventa had to.

Articoli, preposizioni, pronomi

Gli articoli

L'articolo indeterminativo a/an si usa solo con nomi singolari numerabili e introduce qualcosa di non ancora identificato: a form, an application. La scelta fra a e an dipende dal suono iniziale, non dalla lettera scritta: si dice an hour (la h e' muta, la parola comincia di fatto per vocale) e a university (si pronuncia con una semiconsonante iniziale, come "iu"). Il distrattore su questo punto e' costruito proprio con parole in cui lettera e suono divergono. L'articolo determinativo the indica invece qualcosa gia' noto o unico nel contesto.

L'errore piu' comune dell'italofono e' l'uso di the davanti a nomi impiegati in senso generale: si dice "Pensions are indexed to inflation", non "the pensions are indexed", perche' si parla delle pensioni come categoria; si dice "I studied social security law", non "the social security law", quando si intende la materia in astratto. Analogamente non si usa l'articolo davanti ai nomi di lingue (English), davanti ai nomi dei pasti (after lunch) e in molte espressioni fisse che vanno memorizzate come blocchi (at work, at home, in hospital, by car, on holiday).

Numerabili, non numerabili e quantificatori

Legata agli articoli c'e' la distinzione fra nomi numerabili e non numerabili, che governa la scelta dei quantificatori ed e' un classico dei fill-in-the-gap. Nomi come information, advice, news, money, work, furniture, evidence in inglese non si contano: si dice "some information", mai "an information" ne' "informations", e per contarli serve un contenitore ("a piece of advice"; due consigli sono "two pieces of advice"). Il distrattore e' costruito quasi sempre sul plurale inesistente, perche' l'italiano "le informazioni" spinge naturalmente verso "informations".

Con i numerabili si usano many e few ("How many applications?", "few claimants"), con i non numerabili much e little ("How much time?", "little evidence"); a lot of funziona con entrambi ed e' spesso la scelta sicura in frase affermativa. Quanto a some e any, la regola di base che i quesiti verificano e' che some compare nelle affermative ("There are some gaps in your contribution record") e any nelle negative e nelle domande ("There aren't any gaps", "Are there any gaps?"), con l'eccezione delle offerte e delle richieste cortesi, dove some resta anche in forma interrogativa ("Would you like some help with the form?").

Le preposizioni di tempo

Il sistema delle preposizioni di tempo e' regolare e va imparato come sistema, non caso per caso, perche' e' una delle voci piu' frequenti nei fill-in-the-gap. At indica un punto preciso: at 9 o'clock, at noon, at midnight, at the weekend (in inglese britannico). On indica un giorno o una data: on Monday, on 15 June, on Christmas Day. In indica un contenitore temporale piu' ampio: in June, in 2026, in the morning, in the summer. La logica sottostante e' quella della progressiva ampiezza - punto, giorno, periodo - e ricordare la logica costa meno che ricordare trenta esempi.

Vanno poi distinte tre coppie insidiose, tutte e tre presenti nelle batterie di quesiti. In riferito al futuro indica il tempo che deve trascorrere prima che qualcosa accada ("The first payment will be made in two weeks" - fra due settimane), mentre within indica il termine entro il quale una cosa deve avvenire ("You must appeal within ninety days"). By significa "non piu' tardi di" ("Submit the application by 30 September"), mentre until indica il protrarsi di una situazione fino a un momento ("The counter is open until 6 p.m."): "pay by Friday" vuol dire che venerdi' e' il termine ultimo, "pay until Friday" vorrebbe dire pagare in modo continuato fino a venerdi', ed e' un non senso. Infine during introduce un nome ("during the inspection"), mentre while introduce una frase con soggetto e verbo ("while the inspection was going on"): la scelta non dipende dal significato, che e' lo stesso, ma da cio' che segue.

Le preposizioni di luogo

Lo stesso schema di ampiezza vale per lo spazio: at per un punto, un indirizzo o un'attivita' ("at the counter", "at the local office", "at a meeting"), on per una superficie ("on the desk", "on page 3", "on the second floor"), in per uno spazio chiuso o un'area ("in the drawer", "in Rome", "in the building"). "The certificate is on the file" e "in the file" non dicono la stessa cosa: il primo lo colloca sopra la cartellina, il secondo dentro il fascicolo.

I pronomi

Vanno distinti i pronomi soggetto (I, you, he, she, it, we, they), quelli complemento (me, you, him, her, it, us, them), gli aggettivi possessivi che accompagnano un nome (my, your, his, her, its, our, their) e i pronomi possessivi che stanno da soli (mine, yours, his, hers, ours, theirs). Due punti generano errore sistematico. Il primo e' its contro it's: il primo e' il possessivo ("the Institute and its local offices"), il secondo e' la contrazione di "it is"; l'apostrofo, che in italiano non ha questa funzione, inganna. Il secondo e' l'obbligo del soggetto espresso: l'inglese non ammette il soggetto sottinteso come l'italiano, quindi "Is important to reply within the time limit" e' sbagliato e va "It is important to reply within the time limit". Fra i relativi, who si riferisce a persone, which a cose, that a entrambi nelle frasi che restringono il significato ("the form that you sent"); whose indica possesso ("the claimant whose file we are reviewing").

Articoli, preposizioni, pronomi
FormaValoreRegge
in (futuro)il tempo che deve trascorrere prima che qualcosa accadaespressione di durata
withinil termine entro il quale una cosa deve avvenireespressione di durata
bynon più tardi di, termine ultimodata o giorno
untilil protrarsi di una situazione fino a un momentomomento finale
duringstesso significato di whileun nome
whilestesso significato di duringuna frase con soggetto e verbo

Comparativi, superlativi e connettivi

Gli aggettivi di una sillaba, e quelli di due sillabe che finiscono in -y, formano il comparativo con -er e il superlativo con the -est: fast/faster/the fastest, easy/easier/the easiest. Gli aggettivi piu' lunghi usano more e the most: efficient/more efficient/the most efficient. Alcuni sono irregolari e vanno semplicemente memorizzati: good/better/the best, bad/worse/the worst, much e many/more/the most, little/less/the least; far ha due serie, further/the furthest (uso generale, anche figurato: "further information", ulteriori informazioni) e farther/the farthest (soprattutto per la distanza fisica). Il termine di paragone si introduce con than, mai con that: "The new procedure is faster than the previous one"; l'errore that compare quasi sempre fra le opzioni perche' le due parole si somigliano e l'italiano usa "che" per entrambe le funzioni. Per dire che due cose sono uguali si usa la struttura as ... as: "The online application is as reliable as the paper one". Da ricordare infine la formula del doppio comparativo, frequente nei testi professionali: "The more documents you attach, the faster the claim will be assessed".

I connettivi sono le parole che legano le proposizioni e ne segnalano il rapporto logico; nei quesiti di riformulazione sono decisivi perche' cambiano la costruzione della frase, e nella comprensione del testo sono la chiave per capire se un'affermazione e' una causa, una conseguenza o un'obiezione. Le principali famiglie sono queste, e conviene guardarle per cosa reggono piu' che per come si traducono, perche' e' sulla reggenza che si gioca il punto.

  • Contrasto: but e however collegano due frasi complete (nella scrittura formale however e' di solito preceduto da punto e virgola o da punto e seguito da virgola, anche se puo' comparire pure in posizione mediana o finale fra virgole: e' una convenzione di punteggiatura, non una regola grammaticale). Although e even though introducono una frase con soggetto e verbo ("Although the time limit was short, we completed the assessment"); despite e in spite of introducono invece un nome o una forma in -ing ("Despite the short time limit", "Despite being understaffed"). Scrivere "despite the time limit was short" e' esattamente l'errore che il quesito cerca, ed e' frequente perche' in italiano "nonostante" regge indifferentemente il nome e la frase.
  • Causa: because e since reggono una frase ("because the contribution record was incomplete"), mentre because of e due to reggono un nome ("because of an incomplete contribution record"). Il since causale non va confuso con il since temporale visto a proposito del present perfect: qui significa "poiche'" e non impone alcun tempo verbale.
  • Conseguenza: so e therefore introducono il risultato ("The system was unavailable, so we postponed the appointments"). Attenzione a so nel senso di "cosi'" davanti a un aggettivo, che e' costruzione diversa e chiede that: "The form was so complex that many applicants asked for assistance".
  • Scopo: to, in order to e so as to introducono un verbo alla forma base ("We updated the portal in order to reduce the number of incomplete applications"); so that introduce invece una frase completa, di solito con un modale ("so that claimants can apply online"). Confondere le due costruzioni - "in order to claimants can apply" - e' il distrattore standard.
  • Aggiunta: moreover, furthermore, in addition collegano due frasi autonome; in addition to e as well as reggono invece un nome o una forma in -ing ("in addition to the identity document", "as well as providing proof of income").

Lessico previdenziale e del lavoro

Il vocabolario richiesto ruota attorno a poche aree ricorrenti, e conviene impararlo dentro le frasi in cui compare, perche' e' li' che il quesito lo verifica: raramente chiede una traduzione secca, molto piu' spesso propone quattro parole simili dentro la stessa frase e chiede quale funziona. Per un ente previdenziale l'area di riferimento e' quella della social security, cioe' del sistema pubblico di protezione sociale, e del rapporto di lavoro che ne costituisce il presupposto.

Pensione, contributi, sistema previdenziale

Il perno dell'area e' la pension, la pensione: "He is entitled to a State pension from the age of sixty-seven". Il verbo che le corrisponde e' to retire, andare in pensione, e il nome dell'evento e' retirement ("she took early retirement", ha lasciato il lavoro anticipatamente): il distrattore tipico propone "to go in pension", calco letterale dall'italiano che in inglese non esiste, oppure confonde pension (la prestazione economica) con retirement (la condizione o il momento del ritiro dal lavoro). Il sistema nel suo insieme e' la social security, e un singolo regime previdenziale e' uno scheme ("a supplementary pension scheme", un regime di previdenza complementare): attenzione a scheme, che in inglese britannico e' semplicemente "piano, regime, programma" e non ha la sfumatura negativa di "macchinazione" che ha in altri contesti.

Cio' che finanzia il sistema sono le contributions, i contributi: "employers must pay social security contributions for each employee". Il termine non va confuso con il suo falso amico piu' insidioso, contribution nel senso generico di "apporto, contributo intellettuale": nel contesto previdenziale e' sempre il versamento. La formula britannica corrispondente e' national insurance, letteralmente "assicurazione nazionale", che nel Regno Unito designa il sistema contributivo obbligatorio e da cui derivano espressioni come "national insurance contributions" e "national insurance number", il numero identificativo del lavoratore ai fini previdenziali. Un quesito che chieda "the number you need to work legally in the UK is your ______" ha come risposta national insurance number, e i distrattori giocheranno su tax code o ID number.

Il termine generale per lo stato sociale e' welfare: "the reform of the welfare system". Da tenere presente una differenza d'uso che i testi rendono evidente: nell'inglese americano welfare indica spesso specificamente l'assistenza economica ai bisognosi ("to be on welfare", vivere di sussidi), mentre nell'inglese britannico ha il senso piu' ampio di "benessere, protezione sociale". Un aggettivo tecnico che compare regolarmente e' means-tested, cioe' subordinato alla verifica della situazione economica: "the allowance is means-tested" significa che spetta solo entro certi limiti di reddito e patrimonio. Il suo contrario e' universal o non-means-tested, una prestazione che spetta a prescindere dai mezzi. Il distrattore qui punta sulla scomposizione letterale: means da solo significa "mezzi" ma anche "significa", e chi legge in fretta puo' inventarsi un senso.

Prestazioni: benefit, allowance, claim, entitlement

Quattro parole che il quesito mette sistematicamente in concorrenza fra loro, perche' in italiano si traducono tutte con termini vicini e in inglese hanno ruoli diversi nella filiera della prestazione.

  • Benefit e' la prestazione previdenziale o assistenziale in senso proprio, la somma o il servizio erogato dall'ente: "she receives a monthly benefit". Attenzione al plurale e all'ambiguita': benefits significa anche "vantaggi, benefici" in senso generico, e nel linguaggio del lavoro indica i cosiddetti fringe benefit ("a good salary and generous benefits"). Il contesto - un ente che eroga, un lavoratore che riceve - decide quale dei due sensi vale.
  • Allowance e' l'assegno o l'indennita', cioe' una somma periodica destinata a una finalita' specifica: "a housing allowance", "a disability allowance". Rispetto a benefit e' piu' circoscritta e piu' spesso legata a una condizione determinata. Il distrattore sfrutta il fatto che allowance ha anche un uso fiscale (la franchigia esente da imposta) e un uso quotidiano (la paghetta, l'indennita' di trasferta): in un testo previdenziale il senso e' quello dell'assegno.
  • Claim e' la domanda con cui si chiede una prestazione, e come verbo e' il chiederla: "to claim unemployment benefit", "she filed a claim for a disability allowance". Il calco italiano da evitare e' "to demand a benefit": to demand significa esigere con forza ed e' fuori registro. Chi presenta la domanda e' il claimant, il richiedente - termine che nei testi amministrativi britannici sostituisce spesso "applicant" quando si parla specificamente di prestazioni.
  • Entitlement e' il diritto alla prestazione, cioe' la posizione giuridica soggettiva: "your entitlement to the allowance starts on the first day of the following month". L'aggettivo corrispondente e' entitled e regge la preposizione to: "you are entitled to a refund of the contributions". Il quesito gioca quasi sempre sulla preposizione, proponendo for o of: si ricordi che il diritto e' sempre to qualcosa.

Nella stessa filiera si collocano eligible e eligibility: essere eligible significa avere i requisiti per accedere a qualcosa, e la costruzione e' "eligible for a benefit" oppure "eligible to apply" quando segue un verbo. "The eligibility criteria are set out in the regulation" - i criteri di accesso sono fissati dal regolamento. Il falso amico da neutralizzare e' l'italiano "eleggibile", che riguarda le elezioni: in inglese eligible vuol dire semplicemente "che ha i requisiti", e in una frase su un sussidio non ha nulla a che vedere con il voto.

Il rapporto di lavoro

La coppia fondamentale e' employer (datore di lavoro) ed employee (lavoratore dipendente), da cui employment (occupazione, rapporto di lavoro) e il suo contrario unemployment (disoccupazione). Il suffisso -er indica chi compie l'azione e -ee chi la subisce o la riceve, ed e' una chiave che vale anche altrove (trainer/trainee, chi forma e chi e' formato): il distrattore piu' semplice e piu' efficace scambia semplicemente i due termini, contando sulla lettura rapida. "The employer is liable for the payment of contributions" e "the employee is liable" dicono cose opposte, e la frase completa - chi versa e chi riceve - permette sempre di decidere.

La retribuzione ha piu' nomi, non intercambiabili. Il salary e' lo stipendio mensile o annuo dell'impiegato, il wage (spesso al plurale, wages) e' la paga oraria o settimanale dell'operaio, e il payroll e' il libro paga, cioe' l'insieme dei dipendenti retribuiti e delle relative somme: "the company has two hundred people on its payroll", "payroll taxes" sono gli oneri sul lavoro. Il documento consegnato al lavoratore e' il payslip (busta paga): "check your payslip to see how much has been deducted". Le somme trattenute in busta sono deductions, e la retribuzione al netto e' il net pay, contrapposta al gross pay, la retribuzione lorda - coppia che i quesiti propongono volentieri in un calcolo elementare o in una frase di comprensione.

L'indennita' di disoccupazione e' l'unemployment benefit: "he has been receiving unemployment benefit since he was made redundant". L'espressione to be made redundant merita attenzione perche' e' l'equivalente britannico del licenziamento per soppressione del posto di lavoro, mentre to be dismissed o to be fired indicano il licenziamento per motivi legati alla persona, e to resign e' invece dimettersi per propria scelta. La distinzione non e' pedanteria: da essa dipende spesso, nei sistemi previdenziali, il diritto alla prestazione, e un quesito di comprensione puo' costruirsi esattamente su quel passaggio.

Assenze, tutele, invalidita'

L'assenza dal lavoro tutelata si esprime con leave, che qui non e' il verbo "lasciare" ma il nome "congedo, permesso": sick leave e' il congedo per malattia ("he is on sick leave"), maternity leave e' il congedo di maternita', paternity leave quello di paternita', parental leave il congedo parentale. Il distrattore piu' comune propone "sick permission" o "maternity permit", calchi che non esistono; e la costruzione corretta e' sempre "to be on leave", con on. La sick pay e' invece l'indennita' economica corrisposta durante la malattia, cioe' il denaro, mentre sick leave e' il periodo: chiedere "how much sick leave did you receive" e' scorretto, si riceve sick pay e si sta in sick leave.

La disability e' l'invalidita' o la disabilita', e l'aggettivo e' disabled: "a disability pension is paid to workers who are permanently unable to work". Da conoscere anche invalidity, usato in alcuni sistemi come sinonimo tecnico riferito alla capacita' lavorativa, e la distinzione fra invalidita' permanent e temporary. Nell'area degli infortuni si trovano industrial injury o occupational injury (infortunio sul lavoro) e occupational disease (malattia professionale): l'aggettivo occupational significa "professionale, relativo al lavoro" e non ha nulla a che vedere con "occupato" nel senso di impegnato, che e' busy.

Chi ha diritto a una prestazione in quanto familiare a carico del lavoratore e' un dependant: "she has two dependants". Attenzione all'ortografia, che i quiz sfruttano: la forma con la -a- finale (dependant) e' il sostantivo, la persona; la forma con la -e- (dependent) e' l'aggettivo, "a carico" - come in "the allowance is increased for each dependent child", dove qualifica il figlio. Nell'inglese americano dependent vale per entrambi, ma nei quiz di stampo britannico la distinzione a/e fra nome e aggettivo e' proprio il punto testato. La survivor's pension e' la pensione ai superstiti, corrisposta ai familiari in caso di decesso dell'assicurato. Il termine contributor indica chi versa contributi e beneficiary chi riceve la prestazione: nella stessa frase possono designare persone diverse, ed e' su questo scarto che si costruisce piu' di una domanda di comprensione.

Una frase per ciascun termine

Per fissare il lessico conviene rileggere questi termini nelle frasi d'uso, tenendo a mente il distrattore accanto a ognuno. Pension: "the pension is indexed to the cost of living" - distrattore: retirement, che e' il ritiro non la somma. Contributions: "he has thirty-five years of contributions" - distrattore: taxes, che sono le imposte e non i versamenti previdenziali. Claim: "you must claim the benefit within three months" - distrattore: demand, fuori registro. Claimant: "the claimant was asked to provide a medical certificate" - distrattore: applicant, accettabile ma meno preciso quando si parla di prestazioni. Entitlement: "her entitlement to the allowance was confirmed" - distrattore: la preposizione for al posto di to. Allowance: "a monthly allowance for each dependent child" - distrattore: salary, che e' retribuzione da lavoro. Welfare: "the reform of the welfare state" - distrattore: well-being, che e' il benessere personale. Payroll: "she works in the payroll department" - distrattore: paycheck, che e' il singolo pagamento. Means-tested: "the benefit is means-tested" - distrattore: free of charge, che direbbe il contrario. Sick leave: "he has been on sick leave for two weeks" - distrattore: sick pay, che e' il denaro non il periodo.

Lessico previdenziale e del lavoro
TermineChe cosa indicaEsempio d'uso
benefitla prestazione erogata dall'ente; al plurale anche vantaggi e fringe benefitshe receives a monthly benefit
allowancel'assegno o l'indennità periodica con finalità specificaa housing allowance
claimla domanda con cui si chiede la prestazione, e il verbo che la esprimeto claim unemployment benefit
entitlementil diritto alla prestazione; l'aggettivo entitled regge toyour entitlement to the allowance

Lessico dell'ufficio, falsi amici, phrasal verbs

Il ciclo della pratica

Nell'area procedurale e d'ufficio il ciclo tipico di una pratica fornisce da solo il contesto in cui memorizzare i termini. Tutto comincia con una application (domanda, istanza: "submit an application for a disability allowance") - e qui va segnalato subito il falso amico: application non e' l'"applicazione" informatica, che nel linguaggio comune e' app, ma la domanda amministrativa. La domanda si presenta su un form (modulo), che va compilato - to fill in oppure to fill out - e poi presentato: to submit e' il verbo generico del presentare, to file quello del depositare formalmente ("file a claim", "file an appeal"); il quesito accetta spesso entrambi ma boccia sempre "to present a form", calco dall'italiano che in inglese non regge.

Tutto va fatto entro la deadline o entro il time limit (termine ultimo, scadenza: "meet the deadline" e' rispettarla, "miss the deadline" mancarla). L'ente comunica con il cittadino tramite un notice o una notification (avviso, comunicazione formale) e la decisione si chiama decision o determination ("a decision letter" e' la lettera che comunica l'esito della domanda). I documenti che circolano hanno nomi che i quesiti mettono volentieri in concorrenza: lo statement e' una dichiarazione o un estratto ("a statement of your contribution record" e' l'estratto contributivo, "bank statement" l'estratto conto), la receipt e' la ricevuta che prova un pagamento gia' avvenuto, l'invoice e' la fattura che il pagamento lo chiede - confondere receipt e invoice e' un distrattore ricorrente e si risolve chiedendosi se il documento certifica un pagamento fatto o ne sollecita uno da fare. Il record e' la registrazione o la documentazione conservata ("keep your records of employment"), il file e' il fascicolo ("your file is being reviewed").

Se il cittadino vuole informazioni fa una enquiry (o inquiry); se contesta un provvedimento presenta un appeal (ricorso: "lodge an appeal against the decision", sempre con against); se rinuncia a un diritto o l'ente lo esonera da un obbligo si parla di waiver ("a waiver of the recovery of the overpayment" e' la rinuncia al recupero di quanto pagato in eccesso). Chi rispetta gli obblighi e' in compliance (adempimento, conformita': "compliance with the reporting obligations", sempre con with). Due termini specifici dell'area previdenziale meritano una nota: l'overpayment e' l'indebito, la somma erogata in eccesso che l'ente puo' chiedere indietro ("the Institute is entitled to recover the overpayment"), e l'arrears - sempre al plurale - sono gli arretrati, cioe' le somme dovute e non ancora corrisposte ("she received twelve months of arrears"). Infine lo staff e' il personale inteso come collettivo: in inglese britannico il verbo si concorda di norma al plurale quando si pensa alle persone ("the staff are attending a training course"), ma il singolare resta possibile quando si pensa al gruppo come entita' unica ("the staff is being reorganised"); di sicuro non esiste "a staff" per dire "un dipendente", che e' a member of staff oppure an employee.

I falsi amici

Vanno sorvegliati i falsi amici, cioe' le parole che somigliano a un termine italiano ma significano altro; il quesito li presenta quasi sempre dentro una frase in cui la lettura "all'italiana" produce un senso plausibile ma sbagliato - ed e' questa plausibilita' a renderli pericolosi, perche' nulla segnala l'errore. Actually vuol dire "in realta'" e non "attualmente": "He actually works for a private employer" significa "in effetti lavora per un datore privato", non "attualmente lavora", che sarebbe "he currently works". Eventually vuol dire "alla fine, prima o poi" e non "eventualmente": "The arrears eventually arrived" - gli arretrati alla fine sono arrivati; l'"eventualmente" italiano si rende con possibly o if necessary. To pretend vuol dire "fingere" e non "pretendere": "He pretended not to know about the change in his income" - ha finto di non saperlo; per pretendere si usa to demand o to claim. Argument e' una discussione o un litigio ("they had an argument"), non un argomento, che e' topic o subject. Sensible vuol dire "assennato, ragionevole" ("a sensible decision" e' una decisione sensata) e non "sensibile", che e' sensitive - e infatti i dati sensibili sono sensitive data, mai "sensible data": in un ente che tratta dati sanitari e reddituali di milioni di persone e' uno dei distrattori piu' usati. Confident vuol dire "fiducioso, sicuro di se'" e non "confidenziale", che e' confidential ("a confidential report"). E library e' la biblioteca: la libreria dove si comprano i libri e' bookshop.

Phrasal verbs

I phrasal verbs sono verbi seguiti da una particella - preposizione o avverbio - il cui significato complessivo non si ricava dai singoli pezzi: e' per questo che vanno imparati dentro una frase e non come etichette. Il quesito tipico da' la frase e chiede la particella giusta, oppure propone quattro phrasal verbs simili per lo stesso contesto, contando sul fatto che la memoria conserva il verbo ma non la particella.

Attorno al modulo ruotano to fill in ("please fill in the application form" - compili il modulo; il distrattore e' "fill up", che si usa per il serbatoio, non per i moduli) e to hand in ("hand in your documents at the counter" - li consegni allo sportello). Attorno all'istruttoria: to carry out e' svolgere, effettuare ("the Institute carried out an inspection" - ha svolto una verifica; "made an inspection" e' il calco che il quesito boccia), to look into e' esaminare, indagare su ("we are looking into your complaint" - stiamo esaminando il suo reclamo), to look up e' cercare un dato in un archivio o in un elenco ("look up the claimant's contribution record in the database"): e' la particella a distinguere i due look, ed e' esattamente su questo che il quesito gioca. Attorno ai documenti: to draw up e' redigere ("draw up a report"), to set up e' istituire, avviare ("set up a new service"), to point out e' far notare ("the inspector pointed out a gap in the contribution record"), to follow up e' dare seguito ("we will follow up on your enquiry"). Attorno alle decisioni: to turn down e' respingere ("the claim was turned down"), to put off e' rinviare ("the hearing was put off until Friday"), to deal with e' occuparsi di ("this office deals with disability claims"), to comply with e' adempiere a, rispettare ("employers must comply with reporting obligations"). Merita attenzione la coppia to apply for / to apply to: si fa domanda per qualcosa ("apply for a benefit", "apply for an extension") e ci si rivolge a qualcuno ("apply to your local office"); il quesito propone regolarmente la preposizione invertita, e la regola mnemonica e' che for guarda all'oggetto della richiesta, to al destinatario.

Collocazioni

Le collocazioni sono abbinamenti fissi verbo-nome che l'uso ha consolidato: non seguono una regola deducibile, e il quesito le verifica proponendo accanto al nome giusto il verbo che un italiano sceglierebbe traducendo alla lettera. Si dice to meet a deadline (rispettare una scadenza), non "to respect a deadline": respect in inglese si porta alle persone e ai principi, non alle date. Per "prendere una decisione" l'inglese usa to make a decision, la forma piu' comune e sempre sicura; esiste anche to take a decision, corretto e diffuso nel registro formale e istituzionale britannico, quindi il distrattore da scartare non e' take ma il calco "to do a decision", che non esiste. Per "adottare provvedimenti" si dice to take steps o to take action ("the Institute took action against employers who failed to pay contributions"), non "to adopt provisions". Una questione si solleva con to raise an issue ("she raised the issue at the meeting"), non "to lift". Un reclamo si presenta con to file a complaint o to lodge a complaint, non "to present". Un certificato si rilascia con to issue a certificate ("the office issues contribution statements"): "to release a certificate" e' il calco su "rilasciare" che il quesito si aspetta di vedere scegliere, e va evitato perche' release significa liberare o rendere pubblico. Un documento si allega con to attach ("please attach a copy of your identity document"), una proroga si concede con to grant an extension ("the office granted a two-week extension").

Infine tre costruzioni con be + aggettivo + preposizione che valgono un punto ciascuna, perche' il quesito chiede proprio la preposizione e non il significato: to be entitled to (avere diritto a: "you are entitled to a survivor's pension"), to be liable for (essere responsabile o tenuto a: "the employer is liable for the payment of contributions"), to be subject to (essere soggetto a: "late payments are subject to interest"). A queste conviene aggiungere to be eligible for (avere i requisiti per: "she is eligible for the allowance") e to be responsible for. Non c'e' una logica da ricostruire: sono blocchi da memorizzare, e conviene ripeterli per intero - aggettivo piu' preposizione - invece che isolare l'aggettivo.

Da non confondere

Si confonde sensible, che significa assennato e ragionevole, con sensitive, che significa sensibile: i dati sensibili sono sensitive data e mai sensible data.

Preposizioni e phrasal verbs: come si sceglie

Come si affronta un quesito di preposizione

Nei quesiti di preselezione la preposizione e' quasi sempre l'unica parola mancante, e le quattro opzioni sono altre preposizioni (in, on, at, by) oppure altre particelle (up, off, out, over). Non si risponde "a orecchio": si ragiona in tre mosse, sempre nello stesso ordine.

  • Che cosa precede lo spazio? Se e' un verbo (depend, believe, wait) o un aggettivo (interested, good, proud), la preposizione e' quasi sempre fissa e va ricordata a blocco con quella parola. Se e' un'espressione di tempo o di luogo, si applica un criterio logico (punto, giorno, periodo; punto, superficie, spazio chiuso).
  • Che cosa segue lo spazio? Un'ora, un giorno, un mese, un luogo, una persona, un'azione in -ing? La parola che segue spesso decide: at 6, on Friday, in July.
  • Il verbo e' una particella aggiunta? Se manca l'oggetto e la frase si chiude con lo spazio (I couldn't ____), e' molto probabile un phrasal verb: si cerca il significato complessivo, non la traduzione parola per parola.

Il principio che regge tutto il capitolo, ripreso dalle grammatiche di riferimento, e' che le preposizioni dipendenti da verbi e aggettivi non seguono una regola ricostruibile: il British Council raccomanda di impararle insieme alla parola che le regge, dentro una frase. Cio' che invece si puo' ragionare, e va ragionato, sono tempo, luogo e movimento. Le sezioni di base sul tempo e sul luogo (at/on/in, by/until, during/while) restano valide: qui si completano i casi che nei quesiti mettono in difficolta'.

Il tempo: i casi che la regola punto-giorno-periodo non risolve

La scala at (punto) - on (giorno) - in (periodo) ha alcune eccezioni che conviene sapere perche' i quesiti le usano come trappola.

Eccezioni e casi particolari di at / on / in
EspressionePreposizioneNota
la notteat nighttutta la notte come periodo abituale; in the night indica un momento preciso della notte (I woke up in the night)
mattina, pomeriggio, serain the morning / afternoon / eveningsempre in: la differenza at night / in the night vale solo per la notte
un giorno preciso + parte del giornoon Monday morning, on Friday eveningappena compare il giorno, torna on e la parte del giorno la segue
una dataon 19 October, on my birthdayla data o il compleanno sono giorni
festivita' che durano giorniat Christmasil periodo festivo intero e' trattato come un punto; il giorno esatto e' on Christmas Day

Esempio svolto. The team meeting is ____ Thursday. Dopo lo spazio c'e' il nome di un giorno: la mossa 2 porta a on. In e' il contenitore ampio (mesi, stagioni), at vuole un'ora o un punto, by indicherebbe un termine ultimo e qui non ha senso. Forma giusta: on Thursday.

Esempio svolto. My sister phones her friends ____ the afternoon. La parte del giorno e' senza un giorno specificato: sempre in the afternoon. Se la frase avesse avuto ____ Tuesday afternoon, la preposizione sarebbe diventata on, perche' il nome del giorno trascina la preposizione. E' il tipo di scambio che una scorciatoia mentale ("pomeriggio = in") fa sbagliare.

For, since, during: durata, inizio, evento

Tre parole che in italiano si rendono spesso con "da" o "per" e che in inglese hanno funzioni distinte. Il criterio e' guardare che cosa segue.

  • for + quantita' di tempo: la durata. for two weeks, for ages, for a long time. Il periodo si puo' contare.
  • since + punto di inizio: since Tuesday, since 2008, since midnight. Di solito si accompagna a un tempo perfetto (I have lived here since 2021).
  • during + nome che indica un evento o periodo: during the holiday, during the night. Puo' voler dire "per tutto il tempo" oppure "in un momento di quel periodo", e solo il contesto lo chiarisce.

Esempio svolto. Anna has been learning Polish ____ six months. "Six months" e' una quantita': serve for. Since vorrebbe un punto di partenza (since March); during vorrebbe un nome di evento (during the course). Il contrasto con l'italiano: "da sei mesi" porta a pensare a from o since, ma con una quantita' di tempo l'inglese usa for. E in six months avrebbe un altro senso: "fra sei mesi" oppure "nel giro di sei mesi".

On time. On time significa "all'ora prevista, puntuale" (the train arrived on time); at time non esiste.

Il luogo: at, in, on e le preposizioni di posizione

Il British Council fissa i tre criteri: in per uno spazio dentro uno spazio piu' grande (scatola, casa, citta', paese), on per una superficie, per i mezzi pubblici (on the bus, on the train, on the plane) e per fiumi, strade, isole, e at per il luogo dove si fa una certa attivita' (at work, at school, at the station, at the supermarket, at a party) e per gli indirizzi precisi (at 15 Craig Street, at the entrance, at the back).

La stessa logica spiega London is on the River Thames: la citta' e' collocata lungo il fiume, che per la grammatica e' una linea, non un contenitore.

Esempio svolto. Please wait ____ the reception desk. Il desk e' un punto preciso dove si svolge un'attivita' (aspettare di essere serviti): at. In richiederebbe uno spazio chiuso, on una superficie su cui si sta sopra.

Posizione relativa. Le preposizioni che dicono dove sta una cosa rispetto a un'altra sono blocchi fissi e vanno ricordate con la loro forma completa.

Posizione relativa: la forma completa e la trappola
FormaSignificatoTrappola
in front of + nomedavanti ain front, at front e front da soli non reggono un complemento: con un nome serve sempre in front of (a bench in front of the library)
opposite + nomedi fronte a, dall'altra partesenza of e senza at: a cafe directly opposite the station
next to, besideaccanto anext da solo non basta (next to the front door)

Esempio svolto. The post office is ____ to the bank. Il to finale e' l'indizio: tra next, far, away, opposite, solo next forma un blocco con to. Come preposizione di luogo opposite di norma non si usa con to; far e away chiederebbero from. Si guarda la parola che segue lo spazio.

Il movimento: to, into, onto, across, through, along

Con i verbi di moto cambia la domanda da porsi: non "dove si trova" ma "che percorso fa". Le grammatiche di riferimento distinguono cosi':

Preposizioni di movimento
PreposizioneSignificatoEsempio
todestinazione raggiuntaShe walked to the station
towardsdirezione, senza dire se si arrivaHe ran towards the exit
into / out ofda uno spazio aperto a uno chiuso, e viceversaHe went into the office
onto / offsopra una superficie, e via da essaShe stepped onto the platform
acrossda un lato all'altro di una superficieacross the square
throughda una parte all'altra dentro qualcosathrough the tunnel
alongseguendo una linea o un percorsoalong the river
pastvicino a qualcosa e oltrepast the bank
over / undersopra (di solito senza toccare) / sottoover the bridge

I due contrasti che pesano: across (attraversare una superficie, un'area aperta) contro through (attraversare un volume, qualcosa di chiuso o fitto, come un bosco, un tunnel, una porta); to (si arriva) contro towards (ci si dirige).

Esempio svolto. We went ____ a guided tour of the castle. L'oggetto della frase e' un'attivita' (a guided tour), non un luogo di arrivo: per tour, gite e vacanze si usa go on (go on a tour, a trip, a holiday). Non e' una regola assoluta: go for a walk, a drive, a swim usano for, quindi la scelta si fa con il nome che segue, non con una formula unica. Se invece lo spazio e' seguito da un luogo si usa to (went to the castle).

By e with: autore, mezzo, strumento, modo di pagare

Gli usi di by e with si distinguono chiedendosi chi o che cosa compie l'azione.

  • by + autore: a play by Shakespeare, a song by Verdi. Per le opere (libri, quadri, musiche) e per l'agente del passivo.
  • by + mezzo di trasporto: by car, by train, by bus, by plane, senza articolo. L'eccezione e' on foot, che non vuole by. Quando si specifica il mezzo con articolo o possessivo, si torna alla scala di luogo: in my car, on the bus.
  • with + strumento o accompagnamento: he opened the door with a key (strumento), I live in Texas with my family (compagnia).
  • by + -ing: il modo, il mezzo con cui si ottiene un risultato: you can apply by sending an email.
  • in + modo di pagare o forma: settle the bill in cash, in writing; con in his opinion la preposizione e' fissa (non by o on).
  • from + origine: Marta is from Lisbon. Of e' possibile in altre costruzioni, ma non per la provenienza di una persona.

Esempio svolto. She travelled to Milan ____ train. Il mezzo e' senza articolo: by train. From e at non reggono un mezzo; towards indicherebbe una direzione, e with farebbe pensare a un accompagnatore. Con l'articolo si torna alla scala di luogo: on the night train.

Verbi, aggettivi e preposizioni fisse

E' il blocco piu' frequente nei quesiti e quello dove l'italiano inganna di piu': la preposizione italiana non coincide con quella inglese. La pagina del British Council su verbi e preposizioni non da' una regola generale e suggerisce di imparare questi abbinamenti in frasi; conviene registrare l'insieme verbo piu' preposizione dentro una frase. La tabella raccoglie le coppie piu' ricorrenti, raggruppate per preposizione.

Verbi e aggettivi con la loro preposizione
PreposizioneVerbiAggettivi
inbelieve in, specialise ininterested in, experienced in
ondepend on, concentrate onkeen on (not keen on fish)
forwait for, apply forresponsible for, good for
tolisten to, introduce someone to, respond tomarried to, allergic to, addicted to
ofapprove of, die ofafraid of, proud of
about-worried about, angry about, nervous about
at-good at, bad at
withagree with, provide someone with-
fromrecover from, protect from-

Cosa fa sbagliare, in pratica: l'italiano, per esprimere lo stesso concetto, usa un'altra preposizione o nessuna. Pochi confronti bastano a rendere il meccanismo visibile.

  • depend on: in italiano "dipende da"; il candidato che traduce risponde from o of. La sola forma possibile e' on.
  • believe in: I don't believe in magic; "credere in" coincide con l'italiano, ma i distrattori (at, to, for) sono quelli che si scelgono se si va a orecchio.
  • wait for: in italiano "aspettare" regge direttamente l'oggetto; in inglese la preposizione e' obbligatoria (they're waiting for a bus).

Esempio svolto. Our decision depends ____ the budget. Nell'uso comune depend vuole on (in registro formale si trova anche upon), come ricorda il British Council. For, to, of sono plausibili per chi pensa in italiano ("dipende dal budget") ma non si usano con questo verbo. Se una preposizione sembra "naturale" per via dell'italiano, non e' un indizio affidabile: decide la memoria del blocco.

Esempio svolto. My cousin is terrible ____ cooking. Per bravura o incapacita' si usa at (good at, bad at), e dopo la preposizione il verbo va in -ing (at cooking). Of, on, with hanno altri usi (good with children e' "bravo nel trattare con i bambini").

I phrasal verbs: come si riconoscono e come si ricordano

Un phrasal verb e' un verbo piu' una particella (up, off, out, over, down, around) che insieme hanno un significato nuovo, spesso non deducibile dai pezzi. Il British Council li classifica in tre gruppi, e conviene saperlo perche' cambia l'ordine delle parole.

  • Separabili: l'oggetto puo' stare in mezzo o dopo. They called the meeting off / called off the meeting. Con un pronome personale la separazione e' obbligatoria: they called it off, mai called off it. Esempi: fill in, pick up, bring up, turn down.
  • Non separabili: verbo e particella restano uniti anche con il pronome. Who looks after her?. Esempi: look after, come across, get over, look into, turn into.
  • A due particelle: inseparabili, il pronome va in fondo. look forward to, put up with, come up with, get on with, get rid of.
  • Senza oggetto: get up, nod off, go out non hanno oggetto, e quindi la questione della separazione non si pone.
Phrasal verbs ricorrenti nei quesiti, con significato
Phrasal verbSignificatoEsempio
get upalzarsi dal lettoShe gets up late on Sunday
get overriprendersi da qualcosa, superareIt took months to get over it
look afterprendersi cura diWho looks after the baby?
give upsmettere, rinunciareShe gave up smoking
put offrimandareThe hearing was put off
turn downrifiutare un'offertaShe turned the job down
carry outsvolgere, eseguireThey carried out an inspection
look forward tonon vedere l'oraI'm looking forward to it
nod offappisolarsi, addormentarsi senza volerloGrandpa nodded off during the long lecture
take offtogliersi (vestiti); decollareTake off your shoes

Esempio svolto. My alarm rang at six, but I didn't ____ until seven. Dopo lo spazio non c'e' un oggetto: serve un phrasal verb senza oggetto. Fra get up, get on, take off e cut down on, il significato "alzarsi dal letto" e' solo di get up; take off vuole un oggetto (take off your coat) o vale "decollare", cut down on vuole un oggetto (cut down on sugar).

Come comportarsi con le collocazioni di go. Il verbo resta go e cambia il significato con la particella, quindi non si scarta per differenza ma si ricorda l'accoppiata tipica: the fire went out (si spegne una fiamma), the alarm went off (suona una sveglia), prices went down (scendono). Per le luci che si spengono i dizionari ammettono sia go out sia go off: un quesito ben fatto non le mette in alternativa, e se succede conta il contesto. Si impara il verbo insieme al suo soggetto tipico, non la particella da sola.

Quadro riassuntivo e trappole

Che cosa guardare, in ordine
FamigliaDomanda da porsiTrappola
TempoOra, giorno, periodo? Durata, inizio o evento?in the afternoon ma on Tuesday afternoon; for con quantita' di tempo
LuogoPunto, superficie, spazio chiuso?in front of con of; opposite senza preposizione
MotoSi arriva (to) o ci si dirige (towards)?across e through non sono intercambiabili
Verbi e aggettiviE' un blocco fisso?il calco dall'italiano
Phrasal verbsC'e' un oggetto? Quale significato richiede la scena?collocazioni tipiche (out / off)

Una buona pratica per la preselezione: davanti a due opzioni plausibili, non scegliere quella che "suona bene" tradotta in italiano. Si controlla se la frase contiene un blocco fisso o un criterio logico (punto, giorno, periodo; superficie, contenitore), e si elimina per differenza. Quando manca sia un blocco fisso sia un criterio logico, resta il significato complessivo della scena: e' cio' che decide nei phrasal verbs.

Forme del verbo e struttura della frase: irregolari, -ing e infinito, domande

Come si legge un quesito di forma verbale

I quesiti di questo capitolo non chiedono di tradurre ne' di conoscere parole difficili: chiedono di scegliere la forma del verbo (o la parola funzionale) che la struttura della frase impone. Conviene quindi un metodo fisso, da applicare prima ancora di guardare le opzioni.

  • Cerca l'ausiliare o il verbo che regge. Dopo do/does/did il verbo e' alla forma base; dopo have/has/had serve un participio passato; dopo be serve un -ing o un participio; dopo verbi come enjoy o dopo una preposizione serve un -ing.
  • Cerca il marcatore di tempo. Yesterday, last year, in 1980, ago impongono il past simple; so far, yet, ever, never orientano al present perfect; before + un fatto passato gia' fissato orienta al past perfect.
  • Identifica il soggetto e chiediti se e' singolare o plurale in inglese, non in italiano (everybody, news, people).
  • Elimina le forme che non esistono. Molte opzioni sbagliate sono inventate (finded, writen, buyen, understanded): si scartano subito se si conosce il paradigma.

I verbi irregolari: past simple e participio passato

Un verbo irregolare ha tre forme da conoscere: la base (go), il past simple (went) e il participio passato (gone). Il past simple si usa da solo dopo il soggetto (She went home); il participio si usa dopo have/has/had (present perfect, past perfect) e dopo be (passivo: A letter was written). Nei quesiti le alternative sbagliate sono quasi sempre forme "regolarizzate" inesistenti (writed, finded, feeded, buyed, shaked) oppure la forma giusta del tempo sbagliato (il participio al posto del past simple, o viceversa).

Criterio: guarda cosa precede il verbo. Se c'e' have/has/had o be, serve il participio; se il verbo sta da solo dopo il soggetto, serve il past simple.

Verbi con past simple e participio diversi
BasePast simpleParticipio passato
wakewokewoken
forgetforgotforgotten
shakeshookshaken
writewrotewritten
flyflewflown
gowentgone (been, se si e' stati e si e' tornati)
Verbi con past simple e participio uguali
BasePast simple e participioBasePast simple e participio
findfoundsleepslept
lay (porre)laidpaypaid
getgot (BrE; in AmE il participio e' gotten)winwon
thinkthoughtteachtaught
bringbroughtcatchcaught
understandunderstoodleaveleft
Verbi invariabili e casi particolari
BasePast simpleParticipioNota
cut, putcut, putcut, puttre forme identiche
lie (stare disteso)laylainnon confonderlo con lay / laid

Esempio svolto. Last week Anna ___ a new bike (get). Ragionamento: last week e' un marcatore di passato concluso e nessun ausiliare precede il verbo, quindi serve il past simple: got. Gotten e' un participio (americano) e richiederebbe have; getted e' una forma inesistente.

Present simple: terza persona e ausiliari

Al present simple il verbo e' alla base con I/you/we/they e prende -s con he/she/it. Scrittura: -es dopo sibilanti (pass, fix, watch danno passes, fixes, watches), consonante + y diventa -ies (study diventa studies), vocale + y aggiunge solo -s (plays, enjoys). Irregolare: have diventa has. Quindi Laura likes to swim, non Laura like; e Marco has a new phone, non Marco have.

Esempio svolto. The library ___ open on Sunday. It opens from Monday to Saturday. Ragionamento: la frase e' al presente (opens), il soggetto e' singolare (the library = it), il verbo che segue e' open alla base: serve l'ausiliare negativo di terza persona, doesn't. Didn't e' passato, don't e' per I/you/we/they, haven't vorrebbe un participio.

Nelle domande che chiedono il soggetto con who o what non si usa l'ausiliare e il verbo prende la -s: Who plays football?, Who gave you chocolates?. L'ausiliare serve solo quando la parola interrogativa e' l'oggetto: Who did you see?.

Present continuous, past continuous e verbi di stato

Forma: be coniugato + verbo in -ing. Il quesito piu' semplice verifica che si scelga il be giusto e la forma verbale giusta: What ___ you doing? vuole are (you si accompagna a are); Where are you ___? vuole going, non go ne' went. Se dopo l'ausiliare be trovi un verbo alla base o al past simple, la forma e' sbagliata.

I verbi di stato (know, understand, believe, want, like, love, hate, prefer, belong, own, seem, hear) di norma non si usano al continuous: I don't know the answer, non I'm not knowing. Alcuni verbi hanno due significati. Think come opinione e' di stato (I think it's a good idea), come riflessione in corso e' d'azione (Wait a moment, I'm thinking). Have per possesso e' di stato (I have an old car), have per un'esperienza e' d'azione (I'm having a quick break). See nel senso di incontrare ammette il continuous (We're seeing Tadanari tomorrow).

Present perfect contro past simple: marcatori e short answers

La regola di base (tempo passato concluso: past simple) si completa con i marcatori di periodo non finito. Il present perfect si usa con so far, until now, before, con today / this week / this year quando il periodo e' ancora in corso, con just, already, still, yet e con ever (nelle domande) e never (nelle negazioni) per le esperienze di vita. Appena si dice quando e' successo, si passa al past simple: He's broken his leg (rilevanza attuale), He broke his leg last week (momento dato).

Esempio svolto 1. The trip is going well. They ___ any delays so far. Ragionamento: so far indica un periodo che arriva fino a ora, quindi present perfect; il soggetto they vuole have; la forma negativa e' haven't had. Hasn't e' per he/she/it; didn't have chiuderebbe il fatto in un passato concluso.

Esempio svolto 2. Is the report ready? ___ it yet? No, I am still writing it. Ragionamento: yet in una domanda chiede se un fatto atteso e' avvenuto e still nella risposta conferma che non e' ancora concluso; serve il present perfect con inversione: Have you finished it yet?. Il past simple Did you finish chiuderebbe il fatto in un momento passato (in inglese americano e' accettato, ma nei quesiti la chiave e' il present perfect). Have you written it yet? sarebbe anch'esso corretto: se compare fra le opzioni insieme a finished, il quesito e' mal posto.

Been e gone. Have you ever been to Spain? usa been, participio di be, per dire che si e' stati in un luogo. Gone indica che la persona e' andata e non e' ancora tornata. Per questo Have you ever went e Have you ever did sono impossibili: dopo have serve il participio.

Short answers. Alla domanda si risponde ripetendo solo l'ausiliare della domanda, non il verbo principale: Have you seen her? Yes, I have. / No, I haven't. Has she finished? Yes, she has. Quindi dopo Have you...? la risposta non puo' avere did, has, does. La stessa logica vale per tutti i tempi: Did you go? Yes, I did. Are they here? No, they aren't.

Past perfect: before e le cause anteriori

Il past perfect (had + participio) indica un fatto anteriore a un altro fatto passato gia' presente nella frase: When the police arrived, the thief had escaped. Si usa anche per la situazione che durava fino a un momento del passato (She'd published her first poem by the time she was eight). Non si usa per un fatto passato isolato, anche se molto vecchio.

Dopo before il past perfect segnala un'azione non ancora compiuta in quel momento: They left before I'd spoken to them. Con already segnala un fatto precedente che spiega il successivo: I called his office but he'd already left.

Esempio svolto. The girl at the next desk was anxious because she ___ an exam like that before. Ragionamento: was anxious e' passato; il motivo (non aver mai sostenuto un esame simile) viene prima, quindi past perfect negativo: hadn't taken. Hasn't taken e' present perfect e porta nel presente; wasn't taking descrive un'azione in corso, non un'esperienza anteriore; didn't take metterebbe tutto sullo stesso piano.

Gerundio o infinito: decide il verbo che regge

In inglese la forma del secondo verbo la decide il primo, e va memorizzata per gruppi. Dopo una preposizione si usa sempre l'-ing.

  • Verbi seguiti da -ing: enjoy, mind, avoid, finish, dislike, consider, suggest, practise, miss, give up, can't help, feel like. She doesn't enjoy driving at night. Do you mind waiting? Intelligent people avoid making the same mistakes.
  • Verbi seguiti da to + infinito: want, hope, decide, agree, plan, choose, expect, promise, refuse, afford, would like. I want to speak to the manager. We decided to leave.
  • Dopo una preposizione (before, after, without, by, about, instead of): -ing. Before going out I eat a pastry. He left without saying goodbye. What about going to the cinema?

Look forward to. Qui to e' una preposizione e non il segno dell'infinito, quindi segue un nome o un -ing: We look forward to your reply. She looks forward to meeting them in May. Are you looking forward to starting the new job?. Sono sbagliati look forward to hear e look forward to see. Test: prova a sostituire il verbo con un nome (looking forward to the holiday); se la frase regge, dopo to ci vuole un -ing. Lo stesso vale per be used to (vedi X.9).

Let's. Let's (let us) e' seguito dalla forma base senza to: Let's go to the cinema. Non si dice Let's to go ne' Let's going; il tag e' shall we?.

Verbi che cambiano significato: stop, remember, forget, try

Questi verbi ammettono sia -ing sia to + infinito, con significati diversi. Per stop, remember e forget vale un criterio generale: l'-ing guarda a un'azione gia' accaduta o in svolgimento, l'infinito a un'azione ancora da fare o a uno scopo. Try fa eccezione e va ricordato a parte (tabella).

Cambio di significato con -ing e con infinito
Verbo+ -ing+ to + infinito
stopsmettere di fare qualcosa: She stopped smoking last yearfermarsi per fare altro: He stopped the video to ask the students a question
rememberricordare di averlo fatto: I remember watching this film beforericordarsi di fare: Please remember to buy milk
tryprovare per vedere l'effetto: Have you tried turning it off and on?sforzarsi di (c'e' una difficolta'): I'm trying to learn Japanese

Per try: try + -ing = provare per vedere l'effetto (Try pushing the door); try + to = sforzarsi (Try to arrive early).

Esempio svolto 1. I don't remember ___ the window before I went out last night. Ragionamento: il fatto (chiudere la finestra) e' avvenuto prima di uscire e si parla del ricordo di averlo fatto. Non e' un compito ancora da svolgere, quindi remember + -ing: closing. To close direbbe "non mi ricordo di dover chiudere" e non si accorderebbe con before I went out.

Used to, be used to, be supposed to

Tre costruzioni vicine con significati diversi.

  • used to + infinito: abitudine o stato del passato che oggi non esiste piu'. As a teenager she used to play the guitar every evening. Negazione e domanda: I didn't use to sleep well. Did you use to come here as a child? (con did il verbo torna a use).
  • be used to + -ing / nome: essere abituati a. I'm a teacher so I'm used to speaking in public. I'm not used to getting up early. Funziona in qualunque tempo.
  • get used to + -ing / nome: abituarsi. It took my mother years to get used to living in London.

Criterio: la frase parla di un'abitudine passata (used to + base) o di familiarita' (be used to + -ing)? Segnali: when I was a child, years ago orientano a used to + base; un verbo gia' in -ing o un nome orientano a be used to. Forme sbagliate tipiche: I was used to spend (dopo be used to ci vuole l'-ing), I had used to draw (non esiste), I used to cycling (dopo used to semplice serve la base).

Be supposed to. Esprime aspettativa, obbligo o intenzione: You are supposed to wear a helmet. Al passato (was/were supposed to) segnala spesso che l'attesa non si e' realizzata. Esempio svolto. The bus ___ leave at nine, but it left at ten. Ragionamento: il bus doveva partire a quell'ora (aspettativa), poi e' successo altro; passato e soggetto singolare: was supposed to. Were e' plurale, la forma senza be (supposed to) non regge la frase. Dopo to la forma e' base: He is supposed to be in Paris today.

Imperativo negativo e question tags

L'imperativo ha la forma base, senza soggetto. Il negativo si fa con don't (o do not) + base: Don't make noise. Do not park here. Quindi Anna is on the phone. Don't interrupt her!. Le alternative you must (non e' un imperativo), you don't have to (assenza di obbligo, non divieto) e needn't (non c'e' bisogno) non esprimono un divieto diretto. L'imperativo positivo e' alla base: Stop me if I've told you this before, non Stopping ne' Stops.

Question tags. Sono le brevi domande in coda a una frase (isn't it?) usate per chiedere conferma. La polarita' si inverte: frase affermativa + tag negativo, frase negativa + tag affermativo. Il tag riprende l'ausiliare della frase; se non c'e', si usa do/does/did (o il verbo be, o il modale). Il soggetto del tag e' sempre un pronome.

Procedura davanti al quesito:

  • Individua l'ausiliare, il modale o il be della frase; se la frase ha un verbo semplice senza ausiliare, usa do/does/did nella persona e nel tempo giusti.
  • Inverti la polarita' (affermativo diventa negativo e viceversa).
  • Trasforma il soggetto in pronome (she, he, it, they, you).

Esempio svolto 1. Tom's often busy, ___? Ragionamento: Tom's = Tom is, frase affermativa, quindi tag negativo con lo stesso ausiliare e il pronome he: isn't he?. Isn't it sbaglia pronome; was he e is it hanno tempo o polarita' incoerenti.

Esempio svolto 2. You drink coffee after lunch, ___? Ragionamento: drink e' un presente semplice senza ausiliare, soggetto you, frase affermativa. Serve il do negativo: don't you?. Did you cambia tempo; have you e can you non hanno alcun riscontro nella frase.

Esempio svolto 3. The printer won't work, ___? Ragionamento: won't e' un modale negativo, quindi il tag e' affermativo e ripete il modale: will it?. Stesso schema con altri modali: They could hear me, couldn't they? He shouldn't speak like that, should he? You must go, mustn't you?

Esempio svolto 4. Send me the file tonight, ___? Ragionamento: frase imperativa, nessun ausiliare da riprendere; il tag dell'imperativo e' will you? (anche won't you?); con Let's il tag e' shall we?. Don't you, do you e have you non funzionano.

Caso speciale con I am. Dopo I am il tag negativo e' aren't I? (I'm going to get an email, aren't I?); dopo una frase negativa il tag e' affermativo: I'm never on time, am I?. Notare che never rende negativa la frase.

Domande e parole interrogative

Struttura delle domande: parola interrogativa (se c'e') + ausiliare + soggetto + verbo alla base. Where do you work? What time does she arrive? Con be il verbo stesso e' l'ausiliare: How old is your cousin? vuole is (cousin e' singolare); con soggetto plurale sarebbe are. Le opzioni sbagliate (has, do) sono frequenti.

Parole interrogative: cosa chiedono
ParolaFunzioneEsempio
whopersona (soggetto o oggetto)Who lives here? Who did you see?
whosepossesso: di chiWhose coat is this?
whatcosa, scelta aperta; anche davanti a un nomeWhat time does the shop close? What subjects did you study?
whichscelta tra opzioni limitateWhich colour do you prefer, blue or red?
when / where / why / howtempo, luogo, motivo, modoWhen did you arrive? Where is the car?
how much / how manyquantita': non numerabile / numerabileHow much is this? How many people came?

What o which. Se la frase offre un insieme limitato e nominato (blue or red, Mark or James, two books), serve which; se la risposta e' libera, serve what. Per questo ___ shirt do you prefer, the white or the grey? vuole Which, mentre ___ is your favourite colour? vuole What (nessun insieme dato). Davanti a un nome (colour, time, subjects) what e which funzionano da determinanti; ma whose chiede il possessore: Whose book is this?. Non confonderlo con who's (who is).

Ordine delle parole e posizione degli avverbi

L'ordine base della frase affermativa e' soggetto + verbo + oggetto/complemento + luogo + tempo. A differenza dell'italiano, un avverbio non si inserisce tra verbo e oggetto: I eat an apple every day, non I eat every day an apple. Il quesito sul word order propone una frase corretta e altre con un elemento spostato.

Avverbi di frequenza (always, usually, often, sometimes, rarely, never) hanno posizione quasi fissa:

  • dopo il verbo be: He was always tired. We are never late.
  • prima del verbo principale: They usually play at the local club. We often spend Christmas with friends. He always has lunch at the office.
  • tra ausiliare e participio nei tempi composti: I have never enjoyed myself so much.
  • nelle frasi negative la maggior parte precede il negativo, ma always segue il negativo: She isn't always late (non sempre); gli altri precedono: We usually don't work on Sunday.
  • nelle domande ever sta prima del verbo principale: Do you ever go to the cinema? e How often apre la domanda.

Accordo soggetto-verbo e there is / there are

Il verbo si accorda con il soggetto in numero, non con il significato italiano. Le trappole piu' frequenti:

  • Soggetti plurali con are: Their neighbours are very friendly. Dogs are loyal animals. Her sons are studying abroad. In our city museums are usually closed on Monday.
  • Nomi in -s ma singolari, materie e nomi di lingue: The news is on at six. Mathematics is difficult. Spanish is easy for Italians. News e' sempre singolare.
  • Pronomi indefiniti singolari: everybody, everyone, nobody, somebody, each, either, neither: Everybody knows Mr Jones. Nobody is here. In italiano "tutti" e' plurale, in inglese il verbo e' singolare (come he/she/it).
  • People e' plurale: People are always saying that.

There is / there are. Servono per dire che qualcosa esiste o e' presente. There is con un nome singolare o non numerabile, there are con un plurale; al passato there was / there were. L'accordo e' con il nome che segue: A long time ago there were many wolves in the area, but now there are only a few. Negazione: there isn't / there aren't; domande: Is there any milk? Are there any toilets?. Con i quantificatori: few e many con i numerabili plurali, little e much con i non numerabili.

Lessico, collocazioni, pronomi e comparativi

Come si presentano questi quesiti e come si attaccano

Le domande di lessico e di parti del discorso sembrano un mare di nozioni sparse, ma in realta' ricadono in poche famiglie. Davanti a un quesito la prima operazione non e' tradurre: e' capire che tipo di scelta viene chiesta. Le famiglie ricorrenti sono sette: (1) il verbo giusto per il nome (collocazioni); (2) due verbi o due parole che in italiano hanno un solo equivalente (say/tell, borrow/lend, rob/steal, remember/remind); (3) la parola grammaticale piccola (pronome, articolo, quantificatore); (4) la forma della parola (plurale, comparativo, aggettivo in -ed o -ing, sostantivo contro aggettivo contro avverbio); (5) il connettivo (causa, contrasto, precauzione, condizione); (6) i numeri, le ore, le date; (7) il lessico quotidiano (contrari, campi lessicali, parola intrusa, definizioni).

Il metodo e' lo stesso per tutte: prima si guarda che cosa c'e' subito prima e subito dopo il vuoto (un nome, un verbo in -ing, una frase con soggetto e verbo, un aggettivo), poi si eliminano le opzioni che non possono stare in quella posizione, e solo alla fine si ragiona sul significato. Molti quesiti si risolvono gia' al primo passaggio, senza conoscere la parola difficile. Nelle sezioni che seguono, per ogni famiglia trovate il criterio e alcuni esempi svolti: non serve memorizzare le frasi, serve riconoscere il meccanismo.

Collocazioni: make, do e i verbi leggeri have, take, give

Una collocazione e' un abbinamento che l'uso ha fissato: non si deduce, ma si riconosce meglio se la si studia per famiglie di significato. Con make il risultato e' qualcosa che prima non c'era (si crea, si produce, si decide); con do l'accento e' sull'attivita', sul compito, sul dovere ripetitivo. Gli esempi tipici: make a decision, make a mistake, make an appointment, make a phone call, make a cake, make coffee, make money, make a fortune; do homework, do the dishes, do the shopping, do the laundry, do your best. Quando la frase dice "guadagnare un patrimonio" l'inglese usa make: she made a fortune selling antiques. La regola "creo qualcosa = make, svolgo un compito = do" e' un'euristica utile, non una legge: ha eccezioni, e per questo le espressioni vanno riconosciute come blocchi.

Verbi leggeri: il significato sta nel nome
VerboFamiglia di nomiEsempi
makedecisioni, errori, accordi, rumori, pastimake a decision, make a mistake, make a noise, make a cup of tea
dolavori domestici, compiti, attivita' generichedo the housework, do an exercise, do some work
havepasti, bevande, riposo, conversazioni, esperienzehave breakfast, have a shower, have a rest, have a chat, have a good time
takemezzi, tempo libero, foto, pause, esamitake a taxi, take a photo, take a break, take an exam, take a day off
giveinformazioni, consigli, discorsi, aiutigive advice, give a talk, give an answer

Esempio svolto. "After this week I wish I could ... a few days off". Il nome e' a few days off: la famiglia e' quella delle pause e dei permessi, quindi il verbo e' take (take a few days off), non make ne' do. Dopo wish riferito al presente si usa il past simple oppure could + verbo base: I wish you didn't live so far away; He wishes he could afford a holiday.

Coppie di verbi che in italiano sono uno solo

L'italiano usa "dire", "prestare", "rubare", "ricordare" per piu' situazioni; l'inglese le separa. Il criterio e' quasi sempre chi o che cosa segue il verbo.

  • Say / tell. Con say non occorre indicare il destinatario; se lo si indica serve to: He said that he was tired; He said to me that he was tired. Con tell nel senso di informare qualcuno il destinatario e' obbligatorio e va subito dopo il verbo, senza preposizione: He told me that he was tired (fanno eccezione tell a story, tell the truth, tell a lie, che reggono l'oggetto anche senza destinatario). Se nella frase compare un pronome complemento (me, him, them) subito dopo il vuoto, la risposta e' tell. Esempio: "Please ... her where the key is" richiede tell proprio per la presenza di her; con say servirebbe say to her.
  • Speak / talk. Speak e' piu' formale e si usa per le lingue (speak English); talk e' la conversazione ordinaria, con to o with. Per una lingua si cerca speak: They can speak both English and French, dove la struttura correlativa e' both ... and (mai both ... or, ne' both ... than).
  • Borrow / lend. Si prende in prestito (borrow, "da" qualcuno: borrow a book from a friend) o si presta (lend, "a" qualcuno: lend me your pen). Il punto di vista e' di chi riceve nel primo caso e di chi da' nel secondo. "Could I ... your umbrella until tonight? Mine is broken": chi parla chiede di riceverlo, quindi borrow.
  • Steal / rob. Dopo steal viene la cosa sottratta (someone stole my bicycle); dopo rob viene la vittima, persona o luogo (rob a jeweller's, he was robbed outside the cinema).
  • Remember / remind. Remember e' ricordare qualcosa di proprio (I can't remember his name); remind e' ricordare a qualcuno, sollecitare, e vuole un complemento di persona: remind the waiter, remind me to call. In "She had to ... her brother twice about the appointment" c'e' una persona dopo il vuoto, quindi remind. Costruzione: remember + -ing riguarda un ricordo del passato (he remembers visiting Venice as a boy), remember + to + verbo un compito da non dimenticare.

Pronomi: indefiniti, dimostrativi, relativi, possessivi

Soggetto e complemento. L'inglese ha sempre un soggetto espresso. Per il tempo atmosferico, la data o una situazione senza agente si usa it: Last Sunday it rained all day. Dopo un verbo il pronome cambia forma: "My boss wants ... to attend the meeting" richiede me, cioe' pronome complemento + infinito dopo want, non "I to attend". Nella risposta breve a "Is there a bank near here?" si ripete there e l'ausiliare: No, there isn't, senza do.

Indefiniti: come scegliere
ContestoFormaEsempio
Frase affermativasome-, every-I need something to eat
Negativa o interrogativaany-I don't have anything; Is there anyone here?
Senso negativo con verbo affermativono-, nothing, nobodyThere was nothing I could do
Offerta o richiesta cortesesome- anche nelle domandeWould you like some tea?

Esempio svolto. "Sorry, I looked everywhere: there is ... in the drawer." Il verbo is e' affermativo e il senso e' "non c'e' niente": serve il pronome negativo nothing. Anything richiederebbe un verbo negativo (there isn't anything); something ed everything cambierebbero il senso. In inglese corretto c'e' una sola negazione per frase: I don't have nothing e' un calco dalla doppia negazione italiana.

Lo stesso criterio governa either / neither / nor. In "We can't see ... the sea or the mountains from here" il verbo e' gia' negativo e c'e' or, quindi either. Nell'accordo negativo in risposta, "I didn't like the shoes" - "Neither did I" (mai "Either did I"): neither contiene la negazione e vuole l'ausiliare in forma affermativa. Con l'affermativa si usa so: "I like coffee" - "So do I".

Dimostrativi. This / these indicano vicinanza, that / those lontananza; il numero del dimostrativo segue il nome (this book, these books). Relativi. Who per le persone, which per le cose, that per persone o cose nelle relative che identificano il nome, whose per il possesso: the man whose car was stolen. Se dopo il relativo c'e' un nome senza articolo (whose car), la scelta e' whose. In "The book ... I bought yesterday is lost" l'antecedente e' una cosa: which; anche that sarebbe grammaticale, quindi va guardato quale delle due compare tra le opzioni.

Possessivi e genitivo sassone. Per persone e animali si usa 's dopo il nome singolare (the manager's office), s' dopo il plurale in -s (the boys' coats); con piu' possessori che condividono la cosa, l''s va dopo l'ultimo nome (Anne and Gary's son). Non si confonda its (possessivo, senza apostrofo) con it's (it is), ne' whose con who's. Il possessivo non vuole l'articolo: my friend, non "the my friend".

Articoli e nomi: a/an, plurali, non numerabili

A o an. Si decide dal suono della parola che segue, non dalla lettera: an Italian city, an hour, an umbrella, ma a university, a European country. Se dopo il vuoto c'e' un aggettivo, si guarda l'aggettivo: "This is ... excellent restaurant" richiede an perche' excellent inizia con suono vocalico.

Niente articolo. Con i plurali e con i nomi non numerabili usati in senso generale non c'e' articolo: Pets can make anyone happier, non "The pets". L'italiano ha l'articolo ("gli animali domestici rendono felici") e il calco "the pets" e' il distrattore piu' ricorrente. L'articolo determinativo compare solo per qualcosa di specifico e gia' noto.

Plurali irregolari. Criterio: molti nomi in -f / -fe cambiano in -ves (knife - knives, life - lives, half - halves, leaf - leaves), ma non tutti, quindi conviene ricordare le forme piu' comuni; consonante + y fa -ies (city - cities); i plurali storici si memorizzano (man - men, woman - women, child - children, person - people, foot - feet, tooth - teeth, mouse - mice); alcuni non cambiano (sheep, fish). Per half, le alternative "halfs" e "halfes" non seguono il modello noto: la forma giusta e' halves.

Non numerabili. Information, advice, news, equipment, furniture, luggage, homework, money non hanno plurale e non vogliono a / an; per contarli si usa a piece of / two pieces of (a piece of advice). Il verbo resta singolare (the news is good). Test pratico: se tra le opzioni ci sono information e informations, vince la prima: "The clerk asked for more ... about my previous job". In "There is a lot of ... in the garage", con furniture, tools, boxes, bikes tra le opzioni, il verbo singolare is indica furniture, l'unico non numerabile.

Quantificatori. Con i numerabili plurali: many, several, a few, few; con i non numerabili: much, a little, little, plenty of; con entrambi: a lot of, lots of, some, any, plenty of. Several customers e' corretto, lots customers no (manca of). Much in affermativa suona innaturale: si usa soprattutto in domande e negative (I don't have much time) e in very much come avverbio (She likes classical music very much). Esempi di scarto: "Our tutor gives us ... reading every week": reading e' non numerabile, quindi a lot of e non many ne' a. "There is ... of milk in the fridge": dopo il vuoto c'e' of e latte e' non numerabile, quindi plenty. "I don't have ... friends in this city": friends e' plurale numerabile, quindi many.

Comparativi, superlativi, uguaglianza, like e as

Forme. Aggettivi brevi: -er / -est (big - bigger - the biggest); lunghi: more / the most (more beautiful); irregolari: good - better - best, bad - worse - worst. Il superlativo vuole the e in genere in o of per il gruppo (the tallest in the class).

  • Uguaglianza: as + aggettivo + as (as tall as); in negativa not as ... as; the same as, non "the same like" ne' "the same to": My phone is the same as hers. Con enough l'aggettivo precede: big enough, mai "enough big" ne' "much big".
  • Doppio comparativo: more and more crowded esprime un cambiamento progressivo ("sempre piu' affollato"); con gli aggettivi brevi bigger and bigger. Non esiste "always more".
  • The ... the ...: due comparativi preceduti da the indicano che una cosa dipende dall'altra: The faster you drive, the more dangerous it is.
  • Rafforzare un comparativo: si usa much o a lot (much better), non most e non very da solo (very better e' errato, mentre very much better e' corretto). Most serve solo al superlativo.

Like o as. Criterio: like si usa davanti a un nome o pronome per indicare somiglianza o per fare un esempio (he looks like his dad; a team sport like football). As si usa davanti a un nome per indicare il ruolo (I worked as an actor) oppure davanti a una frase con soggetto e verbo (as you know; as I felt ill, nel senso di "poiche'"). Con as if e as though si confronta una situazione reale con una immaginata (He looks as if he hasn't slept). Esempio svolto. "... her mother, Anna sings beautifully": dopo il vuoto c'e' un nome (her mother) e non un verbo, il senso e' di somiglianza, quindi like.

Parti del discorso: -ed o -ing, sostantivo, aggettivo, avverbio

Aggettivi in -ed e in -ing. La forma in -ed descrive come si sente una persona (I'm bored); quella in -ing descrive la cosa o la persona che causa la sensazione (this film is boring). Il criterio e' chiedersi: il soggetto prova qualcosa o la provoca? "This lecture is so ... that I keep yawning": il soggetto e' la cosa che causa noia, quindi boring; se il soggetto fosse la persona ("I am so ..."), bored. Coppie tipiche: annoyed/annoying, confused/confusing, disappointed/disappointing, excited/exciting, interested/interesting, surprised/surprising, tired/tiring, worried/worrying.

Che parte del discorso serve? Si guarda la posizione. Dopo a e un aggettivo (a talented ...) serve un sostantivo: singer (la persona), non il verbo sing. Dopo il verbo be o un nome come city serve un aggettivo: a lively city; live, life, lives non possono qualificare city. Un avverbio modifica un verbo o un aggettivo e spesso finisce in -ly, ma attenzione ai falsi amici di forma: hard e' sia aggettivo sia avverbio (works hard), mentre hardly significa "appena, quasi mai". Per distinguere un aggettivo da un sostantivo aiuta il suffisso: -ful, -ous, -ive, -al, -able sono di solito aggettivi; -ness, -tion, -er, -ment di solito sostantivi (eccezioni: arrival e' un nome, taller un comparativo).

Connettivi: causa, contrasto, precauzione, condizione

Connettivi e struttura che reggono
ConnettivoFunzioneCosa segueEsempio
becausecausafrase (soggetto + verbo)I stayed home because I was ill
because ofcausanome o pronomebecause of the rain
soconseguenzafraseIt rained, so we stayed in
although, even thoughcontrastofraseAlthough he was tired, he finished the report
despite, in spite ofcontrastonome o -ing (o the fact that + frase)despite the rain; despite having a headache
in caseprecauzionepresente (riferito al futuro)Take an umbrella in case it rains
unlesscondizione negativa (= if not)presente (riferito al futuro)I will not go unless you come

Criterio. Prima si guarda cosa segue: una frase intera accetta although / because / in case / unless; un nome o un verbo in -ing accetta despite / in spite of / because of. "... the hotel was noisy, we slept well" ha soggetto (the hotel) e verbo: serve although; in spite of sarebbe sbagliato perche' vuole un nome. Poi si controlla il senso: contrasto (although) o causa (because)?

In case contro if. In case introduce una precauzione: si fa la cosa ora per essere pronti se accadra' qualcosa (keep the receipt just in case the shirt does not fit); if introduce una condizione che deve verificarsi perche' l'azione scatti. Entrambi vogliono il presente, non will: in case it rains, non "in case it will rain". Lo stesso vale per unless e per le frasi di tempo: "I will wait until the shop opens" (non "will open"). Even if esprime "anche nel caso che" (ipotesi), even though "pur essendo" (fatto reale): "We will go out even if it snows". Con unless la negazione e' gia' dentro: You will fail unless you study equivale a "if you do not study".

Numeri, orari, date, mesi, giorni

Sequenze da conoscere. I mesi: January, February, March, April, May, June, July, August, September, October, November, December. I giorni: Monday ... Sunday. Le stagioni: spring, summer, autumn (nell'americano fall), winter. Domande come "quale mese viene dopo July?" (August) si risolvono ripassando la sequenza in ordine.

Le ore. Fino alla mezz'ora si usa past, dopo la mezz'ora to: 7:10 ten past seven, 7:15 a quarter past seven, 7:30 half past seven, 7:45 a quarter to eight, 7:50 ten to eight. Alle ore piene o'clock. Con le ore si usa at (at six), con i giorni on (on Monday), con mesi e anni in (in July, in 2026).

Ordinali e date. Gli ordinali sono irregolari nei primi tre (first, second, third); poi aggiungono -th con qualche cambio ortografico: fifth, eighth, ninth, twelfth, twentieth. Nelle date britanniche si dice the 3rd of May; l'americano preferisce May 3rd. I cardinali hundred e thousand non prendono la s dopo un numero: two hundred, non "two hundreds". L'eta' si esprime con be, non con have: I am thirty years old.

Lessico di base: contrari, campi lessicali, parola intrusa, definizioni

Molti quesiti chiedono solo di riconoscere una parola nel suo campo semantico: un frutto giallo (lemon), un animale marino (fish), un mestiere dedotto da una frase ("puts out fires and rescues people" porta a firefighter), un'indicazione stradale (go straight and turn left at the traffic lights). Il metodo e' la deduzione per scarto: si eliminano le opzioni che appartengono chiaramente a un altro campo e si sceglie quella compatibile col contesto, senza bisogno di conoscere tutte le altre parole.

Parola intrusa (odd one out). Si cerca il criterio che accomuna tre parole su quattro e si individua quella che non lo rispetta: tra chair, table, sofa, banana le prime tre sono mobili, quindi l'intruso e' banana; tra snake, crocodile, frog, lizard tre sono rettili e la rana e' un anfibio. L'errore tipico e' fermarsi al primo criterio che viene in mente e non verificarlo su tutti gli elementi: il criterio giusto separa nettamente tre da uno.

Definizioni ed espressioni. Quando il quesito chiede la descrizione migliore di un'espressione come by the way o on purpose, la risposta e' un sinonimo in inglese semplice: incidentally per la prima, deliberately per la seconda. Si scartano le opzioni che descrivono tutt'altro (punire, risolvere un problema). Nei phrasal verb (give up = smettere, look after = occuparsi di) la preposizione fa parte del significato e non si traduce parola per parola: The nurse looks after the patients during the night shift.

Grammatica di base che i quiz verificano: articoli, possessivi, domande, quantita'

Questo capitolo raccoglie le regole di base che i quesiti di inglese tornano a verificare con piu' insistenza e che le sezioni precedenti trattano solo di passaggio: gli articoli, il possesso, le parole interrogative, le particelle che regolano il grado (too, enough, so, such), i quantificatori, i pronomi riflessivi, le esclamative, le question tags e qualche regola su date e plurali. Non sono argomenti difficili: sono argomenti in cui l'italiano suggerisce una forma sbagliata con grande naturalezza, e il distrattore del quesito e' costruito proprio su quella forma. Per ogni regola si indica quindi anche l'errore che il candidato tende a commettere.

Articoli: a, an, the e articolo zero

L'articolo indeterminativo a/an presenta qualcosa che chi ascolta non conosce ancora; il determinativo the indica qualcosa che chi parla e chi ascolta gia' identificano. La differenza e' tutta nel contesto: Do you have a car? chiede se esiste una qualsiasi auto; Where did we park the car? riguarda l'auto che entrambi conoscono. Con un nome singolare numerabile serve sempre un articolo o un altro determinante; a/an si usa solo con i singolari numerabili, mentre the puo' stare con singolari, plurali e, se sono specifici, anche con i non numerabili (The rice we bought was better).

A oppure an: conta il suono, non la lettera

Si usa a davanti a un suono consonantico e an davanti a un suono vocalico. Il criterio e' la pronuncia: a university e a one-year-old child (la parola inizia con il suono /j/ o /w/, che e' consonantico) ma an hour (la h non si pronuncia) e an MP3 player (si legge "em-pi-tri"). Lo stesso criterio vale per la pronuncia di the: /ði:/ davanti a suono vocalico (the exit), /ðə/ davanti a suono consonantico (the union). Trappola tipica: scegliere an university perche' la parola comincia con la lettera u.

Quando l'articolo non va messo

  • Non numerabili e plurali in senso generale: nessun articolo. Birds eat worms. Water freezes at 0 C. We have to protect wild animals. I love Japanese food. Dire the wild animals o the Japanese food cambia significato: indicherebbe animali o cibo specifici, gia' noti.
  • Davanti a un non numerabile non c'e' a/an. Si dice I hope we have nice weather, non a nice weather; Could I have rice, non a rice. Per contare si ricorre a un contenitore o a una misura: a piece of news, a bowl of pasta, a litre of milk. Non si dice mai an amazing news.
  • Niente articolo davanti a un altro determinante. I love my job, non the my job; Does she want this book?, non the this book.
  • Parti del corpo e comportamento personale: possessivo, non articolo. I must wash my hands, non the hands; The police asked us to put our hands up. E' l'errore classico di chi traduce "mi lavo le mani".
  • Mesi, continenti, paesi, citta', vie: niente the. My birthday is in September; Asia, Romania, Edinburgh, Lombard Street. Anche i nomi di singoli monti o laghi con Mount e Lake restano senza articolo (Mount Fuji, Lake Victoria).

Quando the e' obbligatorio o consueto

  • Cio' che e' unico e noto a tutti: the sun, the moon, the stars, the earth. The earth moves around the sun.
  • Geografia al plurale o con nome generico: catene montuose (the Alps), gruppi di isole (the West Indies), fiumi (the Danube), deserti (the Gobi Desert), mari (the Black Sea), alcuni paesi (the People's Republic of China).
  • Aggettivo sostantivato per gruppi sociali: the rich, the poor, the young. The poor shouldn't pay any tax.
  • Una stagione precisa: The winter of 1947 was one of the coldest in Britain. Per le stagioni in generale sono possibili sia in summer sia in the summer.

Mestieri, school, hospital, bed, work

Davanti al mestiere va sempre a/an: He's an architect. Quando si parla dell'attivita' che si svolge in un luogo, e non dell'edificio, l'articolo cade. She was in hospital significa che era ricoverata; in the hospital significa che si trovava nell'edificio. Analogamente at school (come studente) e at the school (nell'edificio). Davanti a bed e work non si usa mai: I go to bed at eleven; They go to work at 8 am, non to the bed ne' to the work.

Le date: the si dice, non si scrive

A voce si dice the twenty-fourth of May; per iscritto si scrive 24th May (o May 24th nello stile americano). Nell'inglese britannico il giorno precede il mese: 20 January 1993; l'abbreviazione numerica 4/7/2000 e' il 4 luglio in Gran Bretagna e il 7 aprile negli Stati Uniti. I suffissi sono 1st, 2nd, 3rd, 4th: the 28st e' un errore, si scrive the 28th. A una domanda come What's the date today? si risponde It's the first of June o June the first.

Possesso: 's, s' e i casi dubbi

  • Singolare + 's, plurale in -s + apostrofo, plurale irregolare + 's. the girl's bedroom (una ragazza), the girls' bedroom (piu' ragazze), the children's parents, men's shoes, other people's property.
  • Nomi che finiscono in -s: sono corrette due forme. Con un nome proprio in -s si puo' aggiungere solo l'apostrofo oppure 's; si pronuncia in entrambi i casi la sillaba finale. Is that James' car? e James's car sono entrambe accettate, e la fonte osserva che l'apostrofo da solo e' il piu' frequente. La fonte tratta solo i nomi propri in -s; per un nome comune come boss non conferma la regola, quindi my boss' car e my boss's car vanno trattate con cautela: se un quesito ne propone una come errata e l'altra come giusta, il quesito e' costruito male e conviene scegliere l'unica opzione che non viola altre regole (per esempio The my boss car o My boss car, che sono errate in ogni caso).

Possessivi: aggettivi, pronomi e trappole sull'apostrofo

Sono aggettivi possessivi my, your, his, her, its, our, their (stanno davanti a un nome); sono pronomi mine, yours, his, hers, ours, theirs (stanno da soli: Is that dog yours?). I pronomi non hanno mai l'apostrofo: yours, non your's; theirs, non theirs'. Allo stesso modo its e' il possessivo (the city is proud of its parks), mentre it's vuol dire it is. Per dire "un amico mio" si usa a friend of mine, con il pronome possessivo e non con il pronome oggetto: a neighbour of mine, mai a neighbour of me. Con un nome si ottiene a friend of my sister's.

Whose o who's

Whose chiede di chi sia qualcosa: Whose book is this? Whose are these gloves? Si trova con un nome (Whose book is this?) o da solo (Whose are these gloves?). Who's e' la contrazione di who is: Who's driving us home? Si pronunciano allo stesso modo, ed e' per questo che il quesito li mette uno contro l'altro. Il test piu' rapido: se si puo' sostituire con "who is" va who's, altrimenti whose. Gli errori attestati sono Whose there? e Who's little brother is he?, entrambi sbagliati. Whose introduce anche le relative di possesso: the claimant whose file we are reviewing; a daughter whose ambition is to be a photographer.

Le parole interrogative: how + aggettivo, which contro what

How da solo chiede il modo (How are you? How was the film?); seguito da un aggettivo o da un avverbio chiede una misura o una quantita'. Le combinazioni da conoscere sono queste.

FormulaCosa chiedeEsempio
How oldeta'How old is your grandfather?
How oftenfrequenzaHow often do you get to your cottage at weekends?
How muchprezzo o quantita' non numerabileHow much does a DVD player cost?
How manyquantita' numerabileHow many eggs are in this cake?
How fardistanzaHow far is it to the Prado?
How longdurataHow long will it take us to get there by taxi?

La trappola e' l'uso di what o when al posto di how davanti a un aggettivo: What old is your dog? non esiste. Nello schema How long does it take to get to the station from the suburbs? la durata e' how long, e la preposizione che segue e' from (provenienza), non una parola interrogativa come who.

What o which? Si usa which quando la scelta e' tra un insieme ristretto di possibilita' (Which do you prefer? Lemon cake or carrot cake?) e what quando le risposte possibili non sono limitate (What's the capital of Liberia?). Con un gruppo determinato si usa which of: Which of your sisters lives in Boston? Inoltre, per aggiungere un commento a tutta la frase precedente non si usa what ma which: I also speak English, which might be useful in this job. Lo stesso vale per They offer a 24-hour service, which is really useful for us.

Ordine nelle domande con soggetto interrogativo. Quando who, what, which, whose sono il soggetto della frase, non si usa l'ausiliare: Who bought this? Which horse won? What fell off the wall? Quando sono l'oggetto, l'ausiliare e' necessario: Who do you love most? Le negative richiedono invece do anche con soggetto interrogativo: Who doesn't want an ice cream?

Too e enough

Too significa "piu' del necessario" e sta immediatamente davanti all'aggettivo o all'avverbio: This coffee is too sweet; It happened too quickly. Non si dice too much sweet ne' too much quickly. Con un verbo all'infinito: The water was too cold to swim in. Davanti a un nome si usano too much (non numerabili), too many (numerabili plurali), too few e too little: too much salt, too many dogs.

Too non e' very. She is very careful rinforza l'aggettivo; She is too careful dice che e' piu' prudente del necessario. Non si usa too per dare un'enfasi positiva: She was very beautiful, non too beautiful. Per i verbi come like e doubt l'enfasi e' very much, non too much: I like it very much.

Enough: la posizione cambia con la categoria. Come avverbio sta dopo l'aggettivo o l'avverbio: Is this box big enough for all those books?, non enough big. Come determinante sta prima del nome: Do you have enough money to pay for your train fare?, enough time. La forma con il nome davanti (food enough) e' considerata antiquata dall'Oxford Learner's, mentre time enough e' ancora abbastanza comune: in un quesito moderno si sceglie comunque enough time. Davanti a un altro determinante o a un pronome serve of: You haven't eaten enough of your dinner; There weren't enough of them. Come pronome sta da solo: Have you had enough?

So e such

La scelta dipende da cio' che segue. So modifica un aggettivo o un avverbio senza nome: Why is she so untidy? I'm sorry I'm walking so slowly. He's so lazy that he never helps. Such modifica un gruppo nominale, cioe' aggettivo piu' nome: She emailed us such lovely pictures, non so lovely pictures. Davanti a un nome singolare numerabile, such precede l'articolo: such an awful meal, mai a such awful meal; con plurali o non numerabili non c'e' articolo (such fascinating places). Per le consecutive si usa that in entrambi i casi: It was such a long exam that I was exhausted; It was so dark that we could hardly see. Con i quantificatori si usa so: so many people, so much money, so few, so little; davanti a un comparativo si usa so much: I feel so much better, non so better. Nelle affermative so much e' anche il rinforzo corretto davanti a un nome: He has so much money, non very much money.

Some, any e i composti: -one, -body, -thing, -where

Some e' la forma tipica delle affermative: He's got some homework. Any e' la forma tipica delle negative e, per lo piu', delle domande: He hasn't got any homework. Has he got any homework? Nelle domande si puo' usare some quando ci si aspetta una risposta positiva. Una negativa con some (He hasn't got some homework) e' l'errore da riconoscere. I composti seguono lo stesso schema e vogliono il verbo al singolare: Everyone knows the truth; Everything looks different at night; Has anyone got a dictionary? Si scrivono in una parola (everyone, non every one, quando significa "ogni persona"), non prendono mai la -s (everything, non everythings) e per riprenderli si usa, in stile informale, they/their.

Much, many, a lot of, few, little

Much si usa con i non numerabili singolari e many con i plurali, di norma in domande e negative: Is there much unemployment? Are there many campsites? Non si dice many effort. Nelle affermative informali si preferisce a lot of o lots of: I spent a lot of money, non much money. Davanti a un altro determinante serve of: how much of this book, not many of the photographers. Much rinforza anche i comparativi: much older, much better.

I quantificatori di piccola quantita' hanno due sfumature opposte. A few (numerabili) e a little (non numerabili) significano "alcuni, un po'", cioe' qualcosa c'e': She saves a little money every month; We stayed a few days in Florence. Few e little senza articolo hanno senso negativo, "pochi, quasi nessuno", e sono piu' formali: They had little money to spend; Few cities in Europe can match Berlin. Per scegliere si legge il senso: se la frase dice che qualcosa e' mancato, e' little/few; se dice che qualcosa c'era, e' a little/a few. La regola del conteggio resta: few e a few solo con i plurali, little e a little solo con i non numerabili.

Nomi non numerabili, nomi plurali e collettivi

Molti nomi che in italiano si contano sono in inglese non numerabili: advice, information, news, furniture, luggage, baggage, accommodation, homework, knowledge, money, progress, traffic, travel, work. Non prendono a/an e non hanno plurale: some information, non informations; advice, non advices; luggage, non luggages. Per contarli servono misure e contenitori (a piece of furniture, a bit of news) oppure un nome numerabile affine: a trip (non a travel), a job (per work), a suitcase (per luggage), a poem (per poetry).

Esistono nomi solo plurali che non si contano con i numeri (trousers, jeans, glasses, scissors, savings): si usa pair, two pairs of glasses, non two trousers. I nomi collettivi (government, team, committee) accettano il verbo singolare o plurale secondo il contesto.

Pronomi riflessivi e reciproci

I riflessivi sono myself, yourself, himself, herself, itself, oneself, ourselves, yourselves, themselves. Si usano quando soggetto e oggetto coincidono: He cut himself on the broken glass. Agnes looked at herself in the mirror (con looked at her guarderebbe un'altra persona). Si usano per enfasi, accanto al soggetto o a fine frase: The director wrote to us himself. Non si usano con i verbi di cura quotidiana, a differenza dell'italiano "si lava": She washed and dressed, non washed herself and dressed herself, a meno che serva enfasi. Un riflessivo non puo' stare da solo come soggetto.

Per l'azione reciproca si usano each other o one another, due parole separate, senza trattino: Rick and Gina never liked each other. Il possessivo e' each other's. Errori tipici: We've known us for twelve years o known ourselves (e' known each other), e each others come plurale (non esiste).

Le esclamative: what o how

Si formano con what o con how, e la scelta dipende da cio' che segue. What + nome: What an amazing car! What a beautiful day! What bad luck! (davanti a un singolare numerabile l'articolo a/an e' obbligatorio; davanti a un non numerabile o a un plurale non c'e'). How + aggettivo o avverbio: How sweet! How amazing! How beautifully they sang! Con un verbo il soggetto precede il verbo: How I love New York!, non How love I.... Non si usa mai how davanti a un gruppo nominale: What a nice idea!, non How a nice idea!.

Question tags e risposte brevi

Una question tag e' la brevissima domanda in coda a una frase, con cui si chiede conferma. Se l'affermazione e' positiva, la tag e' negativa; se e' negativa, la tag e' positiva: She's a translator, isn't she? He hasn't arrived yet, has he? La tag riprende l'ausiliare o il modale della frase (You could sell it online, couldn't you?), oppure il verbo be (You're Danish, aren't you?); se non c'e' ausiliare compare do, does, did: She dances beautifully, doesn't she? The girls wanted to go home, didn't they? I casi speciali che il quiz ama sono questi:

  • I am ha la tag aren't I? (Sorry, I'm late again, aren't I?).
  • used to richiede didn't: Martin used to live in Oxford, didn't he?
  • Dopo un imperativo la tag e' di norma will you? (anche can you?, would you?, won't you?): Turn the TV down, will you? Don't shout, will you?
  • Dopo let's si usa shall we?: Let's have some lunch now, shall we?
  • Con ought to la tag piu' comune e' shouldn't we?
  • Una frase affermativa con tag affermativa (You're Joe's cousin, are you?) non e' un errore: si usa quando non si sa se la risposta e' si' o no, con tono ascendente.

La risposta breve ripete l'ausiliare della domanda: She's a doctor, isn't she? Yes, she is. You work in Spain, don't you? Yes, I do.

Trappole tipiche dei quiz

  • an university: conta il suono iniziale, non la lettera. Si dice a university e an hour.
  • She is teacher / He is engineer: davanti al mestiere serve a/an.
  • I wash the hands, the my job, the this book: articolo al posto del possessivo, o articolo davanti a un altro determinante.
  • informations, advices, luggages, an advice, a news: i non numerabili non hanno plurale e non prendono a/an.
  • enough big, too much sweet: enough segue l'aggettivo; too lo precede senza much.
  • so lovely pictures, a such awful meal: so senza nome; such con il nome, prima di a/an.
  • your's, theirs', it's parks: nessun apostrofo nei possessivi; it's vuol dire solo it is. Whose e who's non sono intercambiabili.
  • What old is she?: how con aggettivo o avverbio, what con nome; per le scelte fra pochi elementi, which; per commentare l'intera frase, which e mai what.
  • He hasn't got some homework; Anyone came: some nell'affermativa, any nella negativa e nella interrogativa; i composti con any da soli non negano nulla.
  • Tag di I am: aren't I?; dopo un imperativo will you?; dopo let's shall we?.
  • boss' e boss's: se la banca dati ne dichiara errata una sola, il quesito e' ambiguo; si scarta prima l'opzione con altri errori (articolo davanti al possessivo, assenza di apostrofo).

Phrasal verbs, collocazioni ed espressioni fisse dei quiz

Come usare questo capitolo

Il capitolo sui phrasal verbs gia' presente in dispensa da' un metodo e otto esempi; qui trovi il repertorio ampliato, ordinato per verbo base. Per ogni voce c'e' il significato in italiano e una frase breve. I significati sono stati controllati sulle voci del Cambridge Dictionary; gli esempi sono costruiti per questo capitolo. Un phrasal verb e' un verbo seguito da una particella (up, off, out, over, down, around): il significato complessivo non e' la somma dei pezzi, quindi va imparato dentro una frase. Molti hanno piu' significati: nelle tabelle compaiono quelli piu' frequenti nei quiz e in contesto d'ufficio, separati da punto e virgola.

Tre abitudini valgono piu' di qualunque elenco. Primo: guarda se dopo il vuoto c'e' un oggetto. Secondo: leggi il soggetto tipico (una sveglia suona, un prezzo scende, una luce si spegne). Terzo: davanti a due particelle plausibili non scegliere la traduzione letterale italiana, cerca il significato complessivo della scena.

Verbi con GET

Phrasal verbSignificatoEsempio
get oversuperare (una malattia, una delusione)It took her a week to get over the flu.
get away withfarla francaHe thought he could get away with lying.
get bycavarsela con pocoThey get by on one salary.
get along (with)andare d'accordoI get along with my colleagues.
get acrossfar capire, comunicareShe got her point across clearly.
get throughriuscire a parlare al telefono; superare un esame; finireI could not get through to the office.
get aroundspostarsi, girareOlder people need help to get around.
get backtornare; riavereWhen do you get back from Rome?
get down tomettersi a (lavorare)Let's get down to business.
get out ofevitare di fare qualcosa; ricavare vantaggioHe got out of the meeting with an excuse.
get upalzarsiI get up at seven.
get on (with)andare d'accordo; proseguire, cavarselaHow are you getting on in the new office?
get aheadfare carriera, avere successoYou need skills to get ahead.

Attenzione a get: da solo e' un verbo molto generico. Con to indica il raggiungere un luogo (How do I get to the station?). Get over e get through si assomigliano ma non si scambiano: si supera una malattia con get over, un esame con get through.

Verbi con GO

Phrasal verbSignificatoEsempio
go overesaminare, rivedere con curaLet's go over the figures once more.
go offsuonare (sveglia); esplodere; smettere di funzionare (luce, macchina)The alarm went off at six.
go outuscire; stare insieme (coppia)They have been going out for a year.
go downscendere, calareThe price of fuel went down.
go throughvivere una difficolta'; esaminare; essere approvatoThe law went through Parliament.
go onsuccedere; continuareWhat is going on here?
go aheadprocedere; (come invito) prego, fai pureThe project will go ahead as planned.
go withoutfare a meno diWe had to go without heating.
go forscegliere; attaccareI will go for the cheaper model.
go withabbinarsi a; accompagnarsi aRed wine goes with meat.
go alongandare (senza molta organizzazione); procedere mentre si faWe can adjust it as we go along.
go upsalire, aumentareRents have gone up again.
go backtornare; risalire aThis custom goes back to the Middle Ages.
go awayandarsene; partire per una vacanza; sparireWe go away every August.
go inentrarePlease knock before you go in.

Con go il verbo resta uguale e cambia la particella: la scelta si fa dal soggetto. Una bomba o una sveglia go off, i prezzi go down o go up. Per le luci i dizionari ammettono sia go off sia go out.

Verbi con TAKE

Phrasal verbSignificatoEsempio
take offtogliersi (abiti); prendere giorni liberi; decollareThe plane took off on time.
take onassumersi un incarico; assumere (personale)The firm took on ten new clerks.
take upoccupare spazio o tempo; iniziare una attivita'The files take up too much space.
take oversubentrare; rilevare una societa'She took over from the director.
take backrestituire in negozio; ritirare una fraseI will take the shirt back.
take incapire a fondo; includere; incassareIt was hard to take in the news.
take afterassomigliare a un familiareHe takes after his father.
take apartsmontareHe took the printer apart.
take downtogliere (da un muro); mettere per iscrittoTake down the caller's number.
take outestrarre; prelevare; stipulare (prestito, polizza)She took out a loan.
take toprendere in simpatia; prendere l'abitudine diThe children took to their teacher at once.

I phrasal verbs separabili vogliono il pronome in mezzo: take it off, take them back, mai take off it. Quelli inseparabili (take after, look after, look for) tengono la particella attaccata al verbo: look after her.

Verbi con LOOK

Phrasal verbSignificatoEsempio
look forcercareI am looking for my passport.
look afterprendersi cura diWho looks after the children?
look upcercare in un libro o al computer; migliorareLook the word up in a dictionary.
look intoindagare, esaminareThe office will look into your complaint.
look outstare attenti; (esclamazione) attenzione!Look out! The floor is wet.
look forward tonon vedere l'ora (segue -ing)I look forward to meeting you.
look overdare una occhiata velocePlease look over this draft.
look up toammirare e rispettareShe looks up to her mother.
look down onguardare dall'alto in bassoDo not look down on beginners.

Verbi con PUT

Phrasal verbSignificatoEsempio
put offrinviare; scoraggiare, distrarreThe meeting was put off until Friday.
put up withsopportare, tollerareI cannot put up with this noise.
put onaccendere; indossare; fingerePut on your coat; it is cold.
put awayriporre; mangiare in grande quantita'Put the files away, please.
put outspegnere (fuoco, luce); disturbare qualcunoThe firefighters put out the fire.
cross outcancellare con un tratto di pennaCross out the wrong answer.

Verbi con SHOW, MAKE, DO, GIVE

Phrasal verbSignificatoEsempio
show aroundfar fare un giro, accompagnare in visitaI will show you around the office.
show offmettersi in mostra; esibireHe likes to show off his new car.
make upinventare; mettere insieme (un elenco)He made up an excuse.
make outdistinguere a fatica; compilare (assegno)I cannot make out the number.
make fordirigersi verso; contribuire aThey made for the exit.
do withoutfare a meno diWe can do without a car.
do upallacciare; ristrutturareDo up your seat belt.
give incedere; consegnare un lavoroHe gave in to the pressure.
give awayregalare; rivelare un segretoThe shop gives away free samples.

Verbi con COME, TURN, SET, RUN

Phrasal verbSignificatoEsempio
come up withescogitare, proporreShe came up with a new plan.
come acrossimbattersi in; fare una certa impressioneI came across an old photo.
come roundpassare a trovare; cambiare ideaHe will come round to our view.
turn downrifiutare; abbassare (volume)They turned down the offer.
turn uppresentarsi, arrivare; saltare fuoriOnly ten people turned up.
turn outrivelarsi, finire per essere; presentarsiThe test turned out to be easy.
turn offspegnere; svoltareTurn off the light, please.
set upfondare, istituire; organizzareThey set up a new committee.
set offmettersi in viaggio; far scattare (allarme)We set off at dawn.
set outiniziare un viaggio o un progetto; esporre per iscrittoThe report sets out our aims.
run intoincontrare per caso; imbattersi (in problemi)I ran into an old friend.
run overinvestire; traboccare; sforare il tempoThe lorry ran over a cat.

Verbi con FILL, PICK, BRING, CARRY, CALL, CUT, BREAK

Phrasal verbSignificatoEsempio
fill incompilare un modulo; mettere al correnteFill in the form in capitals.
fill outcompilare un modulo (uso americano)Fill out the application online.
pick upprendere (con le mani); passare a prendere; imparareI will pick you up at eight.
bring upcrescere un figlio; sollevare un argomentoShe was brought up in Turin.
carry outeseguire, svolgereInspectors carry out checks.
call offannullareThe match was called off.
cut down onridurre il consumo diHe cut down on sugar.
cut back (on)ridurre le speseThe firm must cut back on costs.
break downguastarsi; fallire (trattative); crollare emotivamenteThe car broke down.
break upfinire (relazione o riunione); dividereThe meeting broke up at noon.
break inentrare con la forza; ammorbidire scarpe nuoveThieves broke in last night.

Verbo + preposizione fissa e collocazioni

EspressioneSignificatoEsempio
take advantage ofapprofittare di (una occasione; in senso negativo, di una persona)Let's take advantage of the good weather.
meet with (success, approval)ottenere, incontrare (un risultato, una reazione)Their efforts met with limited success.
meet with an accidentsubire un incidenteHe met with an accident on the way home.
set the table / lay the tableapparecchiarePlease set the table for four.
clear the tablesparecchiareClear the table after dinner.
hearsaysentito dire, voce non verificataThe evidence is only hearsay.
take a break / a few days offfare una pausa, prendere qualche giorno liberoI will take two days off in May.
take a photo / a taxi / an examfare una foto, prendere un taxi, sostenere un esameShe took the exam in June.

Nei verbi con preposizione fissa il vuoto del quiz e' spesso la preposizione: look for traduce 'cercare' (look at e' 'guardare', look after 'badare'), look forward to e' seguito dal gerundio, get on with e get along with si usano con la persona. Meet with davanti a success o approval e' un blocco.

Trappole tipiche dei quiz

  • Cross out e' 'cancellare con una riga': se si sbaglia mentre si scrive, con la penna si cross it out.
  • Go down chiude il confronto 'up and down': the value of shares can go down as well as up.
  • Take advantage vuole il nome advantage con of: e' un blocco fisso.
  • Set the table e' 'apparecchiare': non make e non do.
  • Show off e' 'mettersi in mostra'; show around vuole una persona e un luogo da visitare.
  • Get to con luogo: How do I get to the station?, con get e non con take o con forme come gone o gotten.
  • Meet with success: in 'attempts... have not... with much success' il verbo giusto e' met.
  • Look for e' 'cercare', non 'guardare' ne' 'badare': l'italofono sbaglia per influsso di look.
  • Take impersonale per il tempo necessario: How long does it take to get there?, con how long e non how much.

Lessico di base per temi: parole che i quiz chiedono

I quiz di inglese dei concorsi pubblici, accanto alla grammatica, chiedono molto lessico elementare: In inglese 'ship' significa..., Select the word that is different, Find the opposite of..., Which animal roars?. Le parole sono semplici, ma le opzioni sono costruite per ingannare: significati vicini, parole che si assomigliano all'italiano, ortografie sbagliate di una sola lettera. Questo capitolo raccoglie le parole che ricorrono, divise per tema, con il significato italiano (verificato sul Cambridge Dictionary, sezione inglese-italiano) e un esempio breve. Impara le tabelle e leggi le trappole che le accompagnano.

Un consiglio di metodo: nelle domande odd one out ('Select the word that is different') cerca prima la categoria che unisce tre parole su quattro, poi scegli quella che non vi rientra. Nelle domande di traduzione, se un'opzione e' una parola con piu' sensi, scegli quello piu' comune nel contesto.

Famiglia e parentela

Trappola classica: niece e nephew si traducono entrambi con 'nipote', ma in inglese distinguono il sesso e indicano solo il figlio o la figlia di un fratello o di una sorella. Il nipote figlio di un figlio e' invece grandson o granddaughter.

ParolaSignificatoEsempio
parentsgenitori (padre e madre; non 'parenti')My parents live in Rome.
relativesparentiWe invite all our relatives.
auntziaMy aunt is a nurse.
unclezioHis uncle taught him to fish.
niecenipote (femmina, figlia di fratello o sorella)Her niece is five.
nephewnipote (maschio, figlio di fratello o sorella)His nephew plays football.
cousincugino o cugina (stessa parola per i due sessi)My cousin lives in Leeds.
only childfiglio unicoShe is an only child.
actor / actressattore / attriceShe is a famous actress.
steward / stewardessassistente di volo (uomo / donna); steward indica anche l'organizzatore o l'addetto al servizio a bordoThe steward serves coffee.

Nelle domande sulle forme femminili e maschili la banca dati accetta come femminile di steward la parola hostess; attenzione al distrattore hostel (ostello). Per Cambridge, hostess indica anche la padrona di casa che ospita una festa.

Nome e cognome

Nell'esercizio odd one out l'intruso del gruppo nickname, surname, forename, middle name e' nickname: e' un soprannome, non una parte del nome ufficiale.

ParolaSignificatoEsempio
surnamecognomeSmith is a common surname.
forenamenome di battesimoWrite your forename.
middle namesecondo nomeHis middle name is James.
nicknamesoprannomeHis nickname is Bob.

Cibo, frutta e verdura

Le domande a indovinello ('A violet fruit', 'A spicy vegetable') si risolvono con colore e sapore. Britannico e americano: aubergine = eggplant, courgette = zucchini.

ParolaSignificatoEsempio
chillipeperoncino (la verdura piccante)Chilli peppers are spicy.
auberginemelanzanaShe cooked an aubergine.
courgettezucchina, zucchinoCourgettes are green.
carrotcarota (la verdura arancione)Rabbits eat carrots.
potato / tomatopatata / pomodoro (plurale: potatoes, tomatoes)I bought potatoes.
grapesuva (un chicco: a grape); il frutto violaGrapes make wine.
plumsusina, prugnaA plum has a stone.
peelsbucciare; la bucciaPeel the onions.
rawcrudoRaw vegetables.
mealpasto (non 'cibo', che e' food)Breakfast is my favourite meal.
turkeytacchino (non la Turchia); si mangia al Thanksgiving negli USAThey eat turkey.
washing-upil lavare i piattiDad does the washing-up.

Trappole. Nel gruppo 'peg, tin, can, jar' l'intruso e' peg (molletta o gancio appendiabiti, per Cambridge): gli altri sono contenitori. Nel gruppo 'cash, leather, metal, plastic' l'intruso e' cash (contanti): gli altri sono materiali.

Animali

Verbi dei versi: il leone roars (ruggisce), il lupo howls (ulula), la pecora bleats (bela). Nei quiz si chiede anche chi vola e chi no.

ParolaSignificatoEsempio
cowmucca (il suo latte si da' agli umani)Milk comes from a cow.
sheeppecora (invariabile: one sheep, two sheep)The sheep bleat.
wolflupo (plurale wolves; articolo a)A wolf howls.
lionleoneThe lion roars.
duckanatra (animale da fattoria)A duck swims.
turkeytacchinoA turkey is a big bird.
sealfoca (anche: sigillo)The seal swims.
shellconchiglia; guscioA shell on the beach.
kangaroocanguro (plurale kangaroos)Kangaroos live in Australia.
mosquito / fly / butterflyzanzara / mosca / farfalla (insetti che volano)A mosquito bit me.
lambagnello (intruso nel gruppo di insetti)The lamb is in the field.
vetveterinarioTake the dog to the vet.
farmfattoria (non factory = fabbrica, ne' fabric = tessuto)Cows live on a farm.
countrysidecampagnaWe live in the countryside.

Corpo e salute

Nei quiz odd one out ricorrono gruppi di parti del corpo: l'intruso e' un oggetto (tie = cravatta, glove = guanto) o un'espressione (smile = sorriso).

ParolaSignificatoEsempio
nosenaso (non 'bocca' = mouth)A cold nose.
mouthboccaOpen your mouth.
beardbarba (intruso tra straight, long, blonde, che descrivono i capelli)He has a beard.
healthsaluteHealth is important.
prescriptionricetta medicaThe doctor gave me a prescription.
blindciecoA blind man.
clapapplaudireEverybody clapped.
taste / smell / touchgusto / olfatto / tatto (sensi; test, esame, e' l'intruso)A good sense of smell.

Casa, quartiere e citta'

Un appartamento in inglese britannico si dice flat; building e' l'edificio, il palazzo. Nel gruppo wheel, apartment, building, flat l'intruso e' wheel (ruota).

ParolaSignificatoEsempio
flat / apartmentappartamentoThey live in a flat.
buildingedificio, palazzoA tall building.
kitchencucina (la stanza)The chef works in the kitchen.
bedroomcamera da lettoMy bedroom is small.
towelasciugamanoA clean towel.
cupboardcredenza, armadiettoCups are in the cupboard.
floorpavimento; piano di un edificioThe floor is wet.
binbidone, cestino dei rifiuti (non 'secchio')Put it in the bin.
hillcollina (non 'montagna' = mountain)A castle on a hill.
islandisola (non 'Irlanda' = Ireland)Sicily is an island.
routeitinerario, percorso (non 'rotta' come nave)The route to the city.

Vestiti e oggetti personali

Quasi sempre si chiede l'intruso: tra skirt, sweater, cardigan, shirt l'intruso e' skirt (gonna), perche' gli altri tre coprono il busto; tra belt, trainers, boots, sandals e' belt (cintura), che non e' una calzatura.

ParolaSignificatoEsempio
skirtgonnaA short skirt.
sweatermaglioneA wool sweater.
cardigancardigan, golfWear a cardigan.
trouserspantaloni (sempre plurale)These trousers are long.
boots / trainers / sandalsstivali / scarpe da ginnastica / sandaliI wear trainers to run.
beltcinturaA leather belt.
tiecravatta (come verbo: legare)He wears a tie.
leatherpelle, cuoioA leather jacket.
fabrictessuto, stoffa (non 'fabbrica')Cotton fabric.

Tempo: giorni, mesi, stagioni, avverbi

Giorni e mesi si scrivono sempre con la maiuscola. Preposizioni: on con i giorni (on Monday), in con mesi e stagioni (in July, in winter), for + durata (for four days).

ParolaSignificatoEsempio
Monday... Sundaylunedi', martedi', mercoledi', giovedi', venerdi', sabato, domenica (Wednesday si scrive con d)On Wednesday we meet.
January... Decembergennaio... dicembre; l'anno ha twelve monthsFebruary is short.
winterinverno (spring primavera, summer estate, autumn autunno)In winter it is cold.
autumnautunno, la stagione in cui le foglie diventano gialle e cadono (USA: fall)Leaves fall in autumn.
perhapsforsePerhaps it will rain.
definitelycertamente, senza dubbio (non 'definitivamente')I will definitely come.
severalparecchi, diversi (non 'severo', che e' strict)Several people came.

Trappole. 'Quale di queste parole puo' significare ora?' La risposta e' now; after e' dopo, before prima, ever mai. Per l'orario: 'Sono le due meno venti' = It's twenty to two (to = meno, past = e). Un intero giorno ha twenty-four hours, un anno twelve months, quattro stagioni.

Numeri e ortografia di parole frequenti

I distrattori ortografici cambiano una sola lettera: la forma corretta e' sempre la prima.

ParolaSignificatoEsempio
fortyquaranta (non 'fourty')Forty students.
one hundred and firstcentunesimoThe one hundred and first day.
recognise / recognizericonoscere (-ise britannico, -ize americano)I recognise your voice.
slowlylentamente (slow - slowly, non 'slowily'); strongly, gently, sadlyHe walks slowly.
playinggiocando (non 'plaing')We are playing.

Plurali ricorrenti (verificati su Cambridge Dictionary): kangaroo - kangaroos, piano - pianos, photo - photos, video - videos (parole in -o che prendono solo -s); hero - heroes (come tomato - tomatoes); roof - roofs; axis - axes; datum - data; singolare di boxes: box. Articolo: a wolf, an actor (a davanti a suono di consonante, an davanti a suono di vocale).

Lavoro e ufficio

Ricorda staff (personale) e la differenza tra salary (stipendio) e wage (paga, salario). Il lessico previdenziale e dell'ufficio e' trattato in un altro capitolo.

ParolaSignificatoEsempio
employer / employeedatore di lavoro / dipendenteThe employer pays the employee.
colleaguecollegaMy colleague is kind.
managerdirettore, responsabileThe manager is in a meeting.
staffpersonaleThe staff are friendly.
salary / wagestipendio / paga, salarioA good salary.
apply (for a job)fare domanda, candidarsiI want to apply for a job.
resigndimettersiShe resigned from her job.
hireassumere; noleggiare (un'auto)We hire a car.
burglesvaligiare (una casa); chi lo fa e' un burglarThe house was burgled.
thiefladro (plurale thieves)The police caught the thief.

Denaro e acquisti

Cash e' il denaro contante. Distinzione chiave: spend money on qualcosa; waste = sprecare; buy e' comprare, sell vendere (suo contrario).

ParolaSignificatoEsempio
buy / sellcomprare / vendere (contrari)I buy bread. They sell fruit.
spendspendere (anche trascorrere il tempo): spend money onDon't spend money on that.
wastesprecare; spreco, rifiutiDon't waste time.
cashcontantiI pay in cash.
coin / notemoneta / banconota (note = anche appunto, biglietto)A five-pound note.
billconto, bollettaCan I have the bill?
receiptricevuta, scontrinoKeep the receipt.
owedovere (denaro a qualcuno)I owe you ten euros.
borrowprendere in prestitoCan I borrow your pen?
lendprestareCan you lend me a pen?
rentaffittare; affittoThey rent a flat.
valuabledi valore, preziosoA valuable painting.
generous / meangeneroso / avaro, tirchio (mean aggettivo; come verbo: significare)He is mean with money.
mallcentro commercialeWe shopped at the mall.
clientcliente di un professionistaThe lawyer meets a client.

Trappole. Borrow = prendere in prestito (borrow from), lend = dare in prestito (lend to). Nel gruppo adopt, lend, borrow, owe l'intruso e' adopt (non riguarda il denaro). Il contrario di buy e' sell, non 'sale' (vendita) ne' 'gift'. Nel gruppo valuable, bank account, cash, card l'intruso e' valuable (aggettivo), gli altri sono mezzi di pagamento o conti.

Viaggi e trasporti

Journey e' il viaggio come percorso, trip una gita o un breve viaggio con ritorno, voyage una lunga traversata per mare o nello spazio, travel il viaggiare in generale. Fare e' la tariffa del biglietto, non una parte del veicolo: nel gruppo fare, fuel, steering wheel, head lights e' l'intruso.

ParolaSignificatoEsempio
ticketbigliettoA train ticket.
faretariffa, costo del viaggioThe bus fare is two pounds.
journeyviaggioA long journey by train.
travelviaggiare; viaggioI like to travel.
timetableorario (dei treni, delle lezioni)The train timetable.
shipnaveThe ship arrived.
fuelcarburanteThe car needs fuel.
steering wheelvolanteHold the steering wheel.
wheelruotaA flat wheel.
sightseeinggiro turistico, visita dei luoghi d'interesseSightseeing in London.

Nel gruppo 'sightseeing, sunbathing, sun cream, beach' la banca dati indica come intruso sightseeing (visita ai luoghi d'interesse), perche' le altre tre voci riguardano il sole e il mare. Ogni quiz ha una sua logica: leggi che cosa unisce le altre tre.

Scuola e studio

Mark e grade sono il 'voto' scolastico; degree e' la laurea; il college non e' il 'collegio'.

ParolaSignificatoEsempio
mark / gradevotoI got good marks.
degreelaurea; grado di temperaturaA degree in physics.
lecturerdocente universitario (non 'lettore')The lecturer is Italian.
textbooklibro di testoOpen your textbook.
exercise bookquadernoWrite in your exercise book.
vowel / syllablevocale / sillaba (text e' l'intruso)A is a vowel.
pronouncepronunciareHow do you pronounce this word?
librarybiblioteca (non libreria = bookshop)Borrow a book from the library.

Carattere, emozioni e aggettivi

Sinonimi e contrari. Nelle domande odd one out controlla se tre aggettivi sono positivi e uno no, o se tre descrivono un carattere e il quarto uno stato.

ParolaSignificatoEsempio
generous / meangeneroso / avaroHe is generous.
lazypigro (intruso fra generous, nice, kind)A lazy student.
friendlyamichevole (intruso tra mean, horrible, unkind)A friendly neighbour.
rude / impolitemaleducato, scortese (sinonimi; contrario: polite)Don't be rude.
conceitedpresuntuosoA conceited girl.
down-to-earthpratico, con i piedi per terraShe is down-to-earth.
strictsevero, rigido (non 'stretto')A strict teacher.
sturdyrobusto; contrario fragileA sturdy chair.
easy / difficultfacile / difficile (contrari)An easy test.
big / littlegrande / piccolo (contrari)A little dog.
antiqueantico, oggetto d'antiquariatoAn antique table.
wonderful / marvellous / fabulous / terrificfantastico, meraviglioso (tutti positivi)A wonderful day.
awfulorribile (come terrible e bad; terrific e' positivo)The film was awful.
hungryaffamato (bisogno fisico, non emozione come happy, angry, sad)I am hungry.
scared / frightened / afraidspaventato, che ha paura (sinonimi; 'cared' e' l'intruso)I'm afraid of dogs.
annoyed / fed up / boredseccato / stufo / annoiatoI'm fed up with it.
keen on / fond ofappassionato di / affezionato a (contrari di hate)I'm fond of music.
loudforte (di suono), rumorosoA loud noise.
disappointingdeludenteA disappointing result.
complainlamentarsi, protestareHe complains about food.
botherdisturbare, infastidireDon't bother your father.
troubleproblema, guaio, difficolta'I'm in trouble.
lunaticpazzo (non 'lunatico')He drives like a lunatic.
ultimatedefinitivo, massimo (non 'ultimatum')The ultimate test.
overtpalese, evidente (contrario di secret, covert)An overt action.

Verbi frequenti nelle domande di traduzione

Sono verbi di base: se tre opzioni su quattro sembrano parole italiane inventate, scegli il significato letterale.

ParolaSignificatoEsempio
seevedere (non 'sembrare' = seem)I see a bird.
understandcapireI don't understand.
cuttagliare (non cucire = sew)Cut the cake.
containcontenereThe box contains books.
becomediventare (non 'venire' = come)He became a doctor.
happenaccadereWhat happened?
improvemigliorareYour English improves.
orderordinare (cibo, merce)I order a pizza.
expectaspettarsi, prevedereI expect a reply.
make upinventare (make-up = trucco)He made up a story.
meansignificare, voler direWhat does it mean?

Falsi amici e parole confuse

Parole inglesi che sembrano italiane ma significano altro (Cambridge Dictionary, inglese-italiano).

ParolaSignificatoEsempio
actualeffettivo, reale (non 'attuale' = current)The actual price.
sympatheticcomprensivo (non 'simpatico' = nice)She was sympathetic.
pretendfingere (non 'pretendere' = demand)He pretends to sleep.
attendfrequentare, assistere a (non 'attendere' = wait)I attend classes.
collegeistituto di istruzione superiore (non 'collegio')She is at college.
magazinerivista (non 'magazzino' = warehouse)A fashion magazine.
morbidmorboso (non 'morbido' = soft)Morbid curiosity.
eventuallyalla fine (non 'eventualmente' = possibly)Eventually he arrived.
sensiblesensato, ragionevole (non 'sensibile' = sensitive)A sensible decision.
chemistfarmacista, farmacia (inglese britannico) o chimicoThe chemist's is open.

Ordine di lavoro nelle domande di vocabolario. (1) Leggi tutte le opzioni. (2) Escludi i falsi amici. (3) Controlla l'ortografia. (4) In un gruppo di quattro cerca la categoria comune e scegli l'intruso. Ripassa per tema le tabelle sopra: contengono le parole che i quiz hanno richiesto piu' spesso.

La comprensione del testo e le tipologie d'esame

Nella reading comprehension a scelta multipla il testo e' tipicamente una comunicazione di servizio, una nota interna, un estratto di regolamento o un breve articolo di ambito professionale - per un ente previdenziale, spesso una pagina informativa su una prestazione o sui requisiti di accesso. La strategia efficace non e' tradurre parola per parola, che consuma un tempo che nella preselezione non c'e', ma leggere prima le domande, individuare le parole-chiave e poi cercarle nel testo. Va tenuto presente che le opzioni sbagliate sono costruite in modi riconoscibili, e riconoscerne il tipo e' quasi sempre piu' rapido che verificare la risposta giusta: alcune riportano parole effettivamente presenti nel testo ma le collocano in un rapporto logico diverso, altre affermano qualcosa di plausibile e verosimile ma non scritto, altre ancora sono vere solo in parte perche' generalizzano un fatto che il testo limita a un caso - per esempio "all claimants" quando il testo dice "claimants who applied after 30 June". La risposta corretta e' quasi sempre una riformulazione del testo con parole diverse, non una citazione letterale: percio' conviene diffidare dell'opzione che ricalca il testo alla lettera, perche' quella e' spesso l'esca.

Nei fill-in-the-gap conviene identificare prima che tipo di parola manca guardando cio' che circonda lo spazio, senza nemmeno leggere le opzioni: se dopo lo spazio c'e' un nome, probabilmente serve un articolo, un aggettivo o una preposizione; se c'e' un aggettivo o un avverbio, probabilmente manca un verbo. Solo dopo si applica il criterio dei segnali, che a questo punto e' quasi meccanico: gli avverbi di frequenza, le espressioni di tempo, la presenza di since o di for, la presenza di if o di would orientano la scelta del tempo verbale senza bisogno di interpretare il contenuto della frase. E' il vantaggio decisivo di questo tipo di quesito: si puo' rispondere correttamente anche senza capire perfettamente di che cosa parli la frase.

Nella riformulazione di frasi, dove si chiede di riscrivere una frase mantenendone il significato, le trasformazioni richieste sono quasi sempre le stesse e tornano su cio' che si e' visto nei capitoli precedenti: attivo verso passivo, discorso diretto verso indiretto, due frasi unite da un connettivo che cambia reggenza (although verso despite), un periodo ipotetico espresso con unless invece che con if not, un modale sostituito da un equivalente (must verso have to). Riconoscere quale trasformazione e' in gioco e' meta' del lavoro: la trasformazione ha una meccanica fissa e, una volta individuata, l'esecuzione e' quasi automatica. Il tempo si perde quando si cerca di capire il senso della frase invece di identificare la struttura.

Infine una raccomandazione di metodo, che vale doppio in una prova come la preselezione INPS, dove il punteggio serve solo a superare la soglia e non a costruire un vantaggio. In una prova a tempo non conviene ricostruire la regola da zero ogni volta: conviene aver interiorizzato un piccolo repertorio di segnali - yesterday esclude il present perfect, since temporale lo impone, if non tollera will, despite non tollera una frase con verbo, mustn't non equivale a don't have to, le domande indirette non si invertono, dopo un modale non c'e' mai to - e usarli per scartare rapidamente le opzioni impossibili. Scartare due distrattori su quattro in tre secondi vale, sul risultato finale, quanto sapere la risposta con certezza, e costa una frazione del tempo: in sessanta quesiti su cinque materie, il tempo risparmiato sull'inglese e' tempo guadagnato altrove.

Mappa di recap

L'inglese qui non e' una lingua da parlare ma un repertorio ristretto di costruzioni dove italiano e inglese ragionano in modo diverso: si studia per non perdere punti in preselezione, rendendo automatico il riconoscimento della forma giusta.

  • Tempi verbali
    • present simple = regola, abitudine, fatto permanente
    • terza persona -s; con do l'ausiliare la assorbe (doesn't qualify)
    • present continuous = be + -ing, in corso o temporaneo
    • verbi di stato: think e have senza -ing per opinione e possesso
  • Modali
    • mai -s alla terza persona (he can)
    • seguiti da forma base senza to (must submit)
    • negazione e domanda senza do
    • must obbligo interno / have to imposto dall'esterno
    • mustn't = divieto, don't have to = assenza di obbligo
  • Periodo ipotetico
    • nella frase con if non si mette mai will
    • zero: present simple + present simple, regola automatica
    • first: present simple + will + forma base, possibile e futuro
    • second: past simple + would + forma base, irreale nel presente
    • third: past perfect + would have + participio, passato non realizzato
  • Passivo e discorso indiretto
    • passivo = be coniugato + participio passato; agente con by
    • oggetto dell'attivo diventa soggetto; il tempo si conserva (has sent - has been sent)
    • backshift con verbo introduttivo al passato: present simple - past simple, will - would, can - could, must - had to
    • past perfect resta invariato
    • niente backshift se il verbo introduttivo e' al presente o il fatto e' ancora vero
  • Articoli, preposizioni, comparativi
    • a/an dipende dal suono iniziale: an hour, a university
    • niente the per nomi in senso generale, lingue, pasti; espressioni fisse a blocchi
    • non numerabili: information, advice, news, money, work
    • in (tempo che deve trascorrere) / within (termine entro cui) / by (non piu tardi di, con data) / until (fino a un momento); during regge un nome, while una frase
    • comparativo -er/-est o more/most, irregolari a memoria; paragone con than, mai that; uguaglianza as ... as
  • Lessico previdenziale e d ufficio
    • benefit prestazione / allowance indennita specifica / claim domanda / entitlement diritto (entitled to)
    • pension prestazione, retirement ritiro; to retire, mai to go in pension
    • application e la domanda, non l app; to submit presentare, to file depositare
    • deadline e time limit: meet the deadline, miss the deadline
    • falsi amici: sensitive data, mai sensible data
  • Strategia di prova e comprensione
    • preselezione eventuale; il punteggio non entra in graduatoria, serve solo a passare
    • ammessi il doppio dei posti piu gli ex aequo: basta stare sopra la soglia
    • leggere prima le domande, cercare le parole chiave nel testo
    • la risposta giusta e una riformulazione, non una citazione letterale
    • fill-in-the-gap: capire prima che tipo di parola manca dal contesto
CollegamentoPerche conta
Il passivo e' costruito con be + participio, e il backshift sposta indietro proprio il tempo di betrasformare al passivo dentro un discorso indiretto richiede le due regole insieme: il tempo si conserva nel passivo e poi arretra di un grado
I modali e il periodo ipotetico condividono la forma base senza towill, would, could nelle conseguenze delle ipotesi seguono le stesse tre regole meccaniche dei modali
Il present simple regge sia la zero conditional sia la descrizione di regole permanentiil linguaggio normativo e procedurale della prova usa lo stesso tempo per dire come funziona un meccanismo
Il passivo e il lessico previdenziale si incontrano nella lingua amministrativathe application was rejected, the payments have been suspended: nella comprensione i termini d'ufficio arrivano quasi sempre in forma passiva
Trappola d'esameCome non caderci
Mettere -ing a think e have quando esprimono opinione o possessol'-ing si usa solo se descrivono un'attivita' in corso: I think the claim is admissible, ma I am thinking about the reorganisation
Tradurre mustn't e don't have to entrambi con non devimustn't e' divieto (non si puo'), don't have to e' assenza di obbligo (non e' necessario, ma puoi)
Scrivere sensible data per dati sensibilisensible significa assennato: i dati sensibili sono sensitive data
Applicare la -s al verbo dopo l'ausiliare dohe doesn't qualify, mai he doesn't qualifies: l'ausiliare ha gia' assorbito la -s

Fonti e aggiornamento

Fonti verificate

Qui trovi i riferimenti utilizzati per questo materiale: testi normativi, documentazione e altre fonti consultabili per approfondire gli argomenti.

Fonti consultate il 05 ottobre 2026. Per i riferimenti normativi, in caso di divergenza fa sempre fede il testo ufficiale.

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